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Cronaca 3 min di lettura13 min fa

Milano, il governo accelera: stretta sui violenti e 500 militari in più

Dopo i saccheggi e gli scontri, l’esecutivo prepara un decreto con nuove misure preventive mentre il Quirinale chiede valutazioni rigorose e attenzione ai profili costituzionali.

Il governo prepara una risposta rapida ai disordini che hanno colpito Milano e altre città, ma il decreto-legge annunciato per il Consiglio dei ministri non è ancora definitivo. A rendere delicato il passaggio sono soprattutto i saccheggi compiuti da minorenni non legati a formazioni politiche e le possibili conseguenze costituzionali delle nuove misure.

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Il Quirinale chiede prudenza

Sergio Mattarella ha condannato senza esitazioni gli episodi di violenza, invitando però a non fermarsi a una reazione immediata. «Ogni violenza è inaccettabile», ha affermato il Presidente della Repubblica, sottolineando al tempo stesso la necessità di «un’analisi intelligente e approfondita» davanti a fenomeni che presentano caratteristiche diverse rispetto al passato.

Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato anche l’esigenza di una vigilanza capace di prevenire nuovi episodi e ha evidenziato la presenza di «soggetti inediti». È proprio questo elemento, insieme alla partecipazione di giovanissimi ai saccheggi, ad aver spinto le istituzioni ad avviare una riflessione più ampia sulle cause e sulle modalità dei disordini.

Le interlocuzioni tra Palazzo Chigi e il Quirinale sono già cominciate. Il governo considera urgente intervenire, mentre gli uffici stanno verificando la tenuta giuridica delle norme: per definire il testo potrebbero servire anche due riunioni preparatorie prima dell’esame da parte dei ministri.


Le misure ancora da definire

Tra le ipotesi allo studio figura l’allungamento del fermo preventivo, con la possibilità di applicarlo anche ai minorenni e di portarlo oltre le 12 ore, fino a un massimo di 24. Il provvedimento potrebbe inoltre intervenire sull’arresto in flagranza differita per i danneggiamenti commessi da gruppi e introdurre limitazioni alla partecipazione a raduni per chi è considerato una minaccia per l’ordine pubblico.

Sul tavolo ci sono anche norme già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza approvato a luglio dal Consiglio dei ministri e attualmente all’esame del Senato. Tra gli interventi citati dai rappresentanti della Lega compaiono il rafforzamento dell’avviso orale disposto dal questore, una disciplina più severa per il danneggiamento aggravato e l’arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni, anche attraverso il ricorso all’arresto differito entro 48 ore.

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Su alcuni di questi punti, tuttavia, non si tratterebbe di vere novità. Le disposizioni sono già previste dall’ordinamento o dal disegno di legge in discussione e resta quindi da capire quale modifica concreta potrebbe essere inserita nel decreto. I tecnici stanno ancora lavorando alla formulazione definitiva.


A Milano arrivano altri militari

Il rafforzamento operativo dovrebbe riguardare anche l’operazione Strade sicure. Per Milano l’esecutivo valuta l’invio di 500 militari aggiuntivi, mentre viene esaminata la possibilità di attribuire loro funzioni di polizia giudiziaria.

La decisione si inserisce nella linea emersa dal vertice sull’ordine pubblico convocato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Alla riunione hanno preso parte i ministri competenti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, oltre ai vertici delle forze di polizia e dell’intelligence.


La linea dura annunciata dal governo

Dal vertice, secondo quanto riferito, sarebbe emersa la volontà di dare una risposta ferma. L’analisi ha descritto gli episodi registrati in diverse città come un fenomeno articolato, caratterizzato da motivazioni differenti e da aspetti nuovi ancora da interpretare.

Matteo Salvini ha rivendicato l’impostazione del provvedimento come un risultato della Lega. Anche Nicola Molteni e Andrea Ostellari hanno anticipato alcuni contenuti, ma il testo resta nelle mani degli uffici legislativi e potrebbe arrivare al Consiglio dei ministri soltanto dopo ulteriori verifiche. L’obiettivo è portarlo all’esame nel pomeriggio, salvo modifiche dell’ultima ora.

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