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Cronaca 4 min di lettura55 min fa

Violenza nelle piazze, il governo accelera: decreto già domani

Il governo potrebbe intervenire già nelle prossime ore sui disordini scoppiati in diverse città, con un decreto legge da portare all’esame del Consiglio dei ministri forse già domani.

Il governo potrebbe intervenire già nelle prossime ore sui disordini scoppiati in diverse città, con un decreto legge da portare all’esame del Consiglio dei ministri forse già domani. Al centro delle valutazioni ci sono il contrasto alle violenze durante le manifestazioni, i blocchi stradali e nuove misure rivolte ai minorenni.

La linea emersa al termine della riunione convocata da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi è stata riassunta così: «Lo Stato darà una risposta ferma». L’esecutivo, tuttavia, ribadisce anche la tutela della libertà di espressione e del diritto a partecipare a cortei pacifici.

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Milano ha fatto scattare l’allarme

La convocazione del vertice è maturata mentre nel centro di Milano nuovi gruppi di ragazzi si rendevano protagonisti di episodi violenti. La premier aveva già discusso la situazione con Matteo Salvini e Antonio Tajani, esprimendo preoccupazione per un fenomeno che, secondo le prime analisi, presenta caratteristiche nuove e non può essere ricondotto a una sola causa.

L’obiettivo indicato da Meloni è colpire chi utilizza iniziative legittime come copertura per provocare violenza e disordini. I rapporti dell’intelligence e delle forze dell’ordine sono stati esaminati per capire come rendere più incisive le attività di prevenzione, senza confondere le proteste pacifiche con i comportamenti criminali.


Le nuove misure restano da definire

Gli uffici legislativi stanno studiando interventi collegati anche al disegno di legge sulla sicurezza già all’esame del Senato. Tra le ipotesi figurano norme sui blocchi stradali e un rafforzamento degli strumenti a disposizione delle forze di polizia. Il ricorso a un decreto legge viene considerato concreto, ma il testo non è ancora definito.

Una parte del confronto riguarda i minorenni. Nel centrodestra si valuta una soluzione ispirata al decreto Caivano, consapevoli però della necessità di un passaggio con il Quirinale su una materia particolarmente delicata. La Lega chiede inoltre di estendere ai minori il fermo preventivo, già introdotto a febbraio dopo gli scontri legati al corteo per Askatasuna e giudicato inefficace dalle opposizioni.


Salvini rilancia il pacchetto sicurezza

Nel disegno di legge in discussione sono già previste la procedibilità d’ufficio per le lesioni ai danni di un pubblico ufficiale e pene fino a 5 anni di carcere, oltre a una multa fino a 15mila euro, per i danneggiamenti commessi da gruppi. Salvini sostiene anche il divieto di aggregazione per chi si rende responsabile di violenze collettive e l’introduzione di una specifica fattispecie per il danneggiamento di gruppo, con possibilità di arresto differito.

Parallelamente, la Lega ha depositato alla Camera un emendamento alla proposta di legge sulla cittadinanza. La modifica prevede che lo straniero nato in Italia, se condannato per reati contro le forze dell’ordine oppure per devastazione e saccheggio, non possa ottenere la cittadinanza al compimento dei 18 anni. L’emendamento è stato presentato da Igor Iezzi, primo firmatario del provvedimento, che punta anche a introdurre ulteriori ostacoli all’acquisto e alla revoca della cittadinanza.


Il vertice e la proposta di Forza Italia

La riunione a Palazzo Chigi è durata circa un’ora e mezza. Oltre a Meloni, hanno partecipato in videocollegamento Salvini e Tajani, i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, insieme ai responsabili dell’intelligence.

Forza Italia ha proposto di svolgere a Milano una riunione del Consiglio dei ministri, così da manifestare la presenza delle istituzioni e la solidarietà ai cittadini e ai commercianti danneggiati. L’idea deve ancora essere valutata dai vertici dell’esecutivo. In serata era inoltre previsto un incontro sulla manovra con Meloni, gli altri leader della maggioranza e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.


Renzi accusa il governo

Matteo Renzi ha distinto le violenze milanesi dalle proteste legate al costo della vita che si sono viste in altre zone del Paese. Secondo il leader di Italia Viva, assalti alle camionette dei Carabinieri, aggressioni a dirigenti di Polizia, saccheggi e danneggiamenti non possono essere giustificati dal disagio economico. Renzi ha ricordato anche la mobilitazione civile organizzata nel 2015, quando era al governo, dopo gli scontri avvenuti a Milano durante il primo giorno dell’Expo.

L’ex presidente del Consiglio ha contestato a Meloni e Piantedosi di attribuire responsabilità alle opposizioni invece di spiegare perché non siano riusciti a fermare i responsabili. La sua critica si è concentrata sull’attuazione delle norme già esistenti: «Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo». Renzi ha infine sostenuto che il governo non stia affrontando adeguatamente l’emergenza sociale legata a inflazione, carburanti e mutui, che a suo giudizio è distinta dalla violenza esplosa a Milano.

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