Scontri a Milano, il pm chiede il carcere: «Violenza rara»
Le richieste della Procura riguardano alcuni giovani arrestati dopo le devastazioni in centro, mentre negozianti e forze dell’ordine restano in allerta.
La Procura di Milano considera il carcere la misura necessaria per alcuni dei giovani fermati dopo i disordini del 17 e 18 ottobre. Nelle richieste presentate al giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice, i pubblici ministeri descrivono una condotta ritenuta incompatibile con la permanenza in libertà.
Nel frattempo, il centro della città è tornato sotto osservazione. Lunedì 19 ottobre piazza Duomo è stata presidiata dalle forze dell’ordine, mentre molti commercianti hanno adottato precauzioni per il timore di nuovi episodi.
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La Procura teme nuove violenze
La pm Giovanna Cavalleri ha parlato di una «assoluta disinvoltura a improvvise azioni distruttive e di rara violenza» contro gli agenti, capaci anche di «creare pericolo per l’incolumità di più persone». Secondo la ricostruzione contenuta nell’istanza, gli indagati avrebbero mostrato una capacità criminale tale da non garantire il necessario autocontrollo fuori dal carcere.
Una richiesta analoga è stata avanzata dalla pm Aurora Stasi per un altro arrestato. Anche in quel caso, la Procura ha richiamato l’esistenza di una «significativa capacità criminale», elemento ritenuto incompatibile con misure meno afflittive. Gli interrogatori dei maggiorenni sono cominciati a San Vittore, mentre quelli dei minorenni sono previsti per il giorno successivo al Beccaria.
Arresti e feriti dopo due giorni
Le contestazioni si riferiscono agli scontri avvenuti nel cuore di Milano, dove gruppi di giovani con il volto coperto hanno attraversato aree come San Babila, via Torino e piazza Duomo. Nel corso delle due giornate sono state danneggiate vetrine, automobili e strutture urbane, prima che i gruppi si disperdessero per poi riunirsi in altri punti del centro.
Il bilancio provvisorio comprende 271 persone accompagnate in Questura, 32 arresti e 28 denunce. Sono inoltre 14 gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti. La Procura ha sottolineato anche la reiterazione dei comportamenti: secondo l’accusa, chi è stato arrestato domenica conosceva già le conseguenze penali legate ai disordini del giorno precedente, ma avrebbe partecipato ugualmente a nuove azioni violente.
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Piazza Duomo resta sotto pressione
Lunedì il numero dei giovani presenti in piazza Duomo è aumentato, alimentando la preoccupazione tra gli esercenti. Un bar-pizzeria ha fatto rientrare i camerieri per rimuovere tavoli, sedie e ombrelloni; altri negozi hanno abbassato le serrande o atteso indicazioni da polizia e carabinieri. In quel momento, tuttavia, la situazione appariva calma, con turisti, agenti e numerosi giornalisti nell’area.
Alcuni ragazzi hanno raggiunto la piazza anche con l’obiettivo di comparire sui social. Una giovane, con il volto coperto da una maschera di Kanye West, ha spiegato: «Sono venuta qua con un mio amico semplicemente per apparire in dei TikTok». Da un’auto in transito sono state lanciate banconote finte con i ritratti di Roberto Vannacci e Asia Gianese e la scritta «Remigration».
Il Comune chiede cautela
La scena di lunedì è sembrata per certi aspetti simile a un carnevale, ma i segni degli scontri erano ancora visibili: vetrine infrante, commercianti intimoriti e agenti con medicazioni alla testa. Il contrasto ha mantenuto alta la tensione in una zona che nei due giorni precedenti era stata teatro di devastazioni.
Il sindaco Giuseppe Sala ha invitato alla prudenza e ha definito delicata la fase attraversata dalla città. Dopo avere visitato alcuni esercizi danneggiati insieme a Confcommercio, ha manifestato solidarietà ai titolari e ha ribadito la volontà di Milano di ripartire nonostante le conseguenze degli atti vandalici. Nella stessa giornata si è svolto anche il vertice sull’ordine pubblico convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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