Milano, ragazzi nei guai: tra carcere, comunità e pene ridotte
Dopo i disordini del 17 e 18 ottobre, 34 minorenni restano arrestati e per 11 adulti è stata avanzata la richiesta di custodia in carcere.
Per i minorenni coinvolti nei disordini di Milano, l’eventuale percorso giudiziario non conduce automaticamente alla detenzione. La normativa punta infatti, quando possibile, su soluzioni capaci di favorire il recupero del ragazzo e di tutelarne la crescita, con comunità educative e affidamento sottoposto a prescrizioni.
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Il carcere non è l’unico esito
Quando una condanna resta entro i tre anni, il giudice può concedere al minore la sospensione condizionale della pena. Se invece la sanzione non supera i quattro anni, possono essere valutate misure diverse dalla reclusione, tra cui l’inserimento in una struttura educativa o l’affidamento con regole particolarmente rigorose.
Prima di arrivare a una decisione, dovrà essere verificato anche se ciascun ragazzo fosse capace di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi nel momento dei fatti. Per i minorenni, inoltre, la pena può essere ridotta fino a un terzo rispetto a quella applicabile a un adulto.
Le accuse e il calcolo delle pene
Le contestazioni comprendono devastazione e saccheggio, oltre alla resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Nel primo caso la pena ordinaria va da 8 a 15 anni e può aumentare quando il reato viene commesso durante una manifestazione in un luogo pubblico o aperto al pubblico.
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Per la resistenza a pubblico ufficiale la reclusione prevista oscilla tra 6 mesi e 5 anni. La presenza di più aggravanti può far crescere la sanzione fino alla metà. Applicando invece la riduzione prevista per un minorenne, il minimo di 8 anni per devastazione e saccheggio scenderebbe, nell’esempio indicato, a 5 anni e 4 mesi.
Il bilancio giudiziario degli scontri
Nel complesso, 34 minorenni hanno visto confermare l’arresto. Per 11 persone maggiorenni è stata invece chiesta la custodia cautelare in carcere, mentre le accuse formulate si riferiscono ai reati contestati per le condotte tenute durante le violenze.
Gli episodi si sono concentrati tra sabato 17 e domenica 18 ottobre. Nel primo giorno una manifestazione è sfociata negli scontri; il giorno successivo un gruppo di ragazzi ha danneggiato e depredato diversi negozi del centro. Al termine delle operazioni, 271 persone sono state portate in questura: 220 erano minorenni.
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