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Cronaca 3 min di lettura41 min fa

Milano, arrivano 500 militari: la stretta colpisce anche le piazze

Il decreto sulla sicurezza introduce pene fino a 12 anni per chi organizza proteste violente e nuove misure per minori, genitori e manifestazioni pubbliche.

Saranno 500 i militari destinati da subito a Milano, dove resteranno fino al 31 dicembre con uno stanziamento di 4,7 milioni di euro. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che il contingente affiancherà le autorità nei servizi di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica.

Piantedosi ha inoltre annunciato, dopo la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in programma a Milano, la definizione di un piano operativo. «Ci sarà un piano di azione», ha detto, precisando che si valuterà anche un impiego più dinamico delle risorse rispetto alle modalità tradizionali.

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Minori e genitori sotto pressione

Il provvedimento introduce sanzioni da 500 a 1.000 euro a carico dei genitori di minorenni coinvolti in episodi violenti durante manifestazioni. L’importo potrà raddoppiare in caso di recidiva e la responsabilità potrà riguardare anche ragazzi che non abbiano ancora raggiunto l’età dell’imputabilità.

Al questore viene attribuita anche la facoltà di vietare a minorenni determinati raduni quando almeno cinque persone, riunite in gruppo o singolarmente, adottino condotte intimidatorie in un luogo pubblico o accessibile al pubblico. Il divieto potrà essere limitato a specifiche fasce orarie e applicato anche sulla base di comportamenti precedenti, compiuti negli ultimi cinque anni, già valutati con misure di prevenzione.


La nuova stretta nelle piazze

Il decreto amplia il fermo preventivo a chi compromette la sicurezza in aree caratterizzate da una forte presenza di persone. La disposizione potrà riguardare anche i minorenni che abbiano compiuto 16 anni, mentre viene estesa pure la possibilità di procedere con l’arresto in flagranza differita.

Tra le misure compare inoltre una nuova fattispecie penale: la «Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche». Il governo ha collegato l’intervento ai saccheggi avvenuti a Milano e agli episodi di disordine registrati in diverse città.

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Pene fino a dodici anni

La nuova norma riguarda chi, nel corso di una protesta, impiega bastoni o mazze oppure lancia oggetti mettendo in pericolo le persone. La sanzione prevista va da due a cinque anni di carcere, accompagnata da una multa che può arrivare a 20mila euro; il trattamento diventa più severo se i responsabili agiscono con il volto coperto o colpiscono infrastrutture e servizi di pubblica utilità.

Rischia invece da quattro a dodici anni di reclusione chi organizza o promuove la creazione di gruppi destinati a dar vita a manifestazioni violente, anche utilizzando strumenti informatici o telematici. La norma, quindi, colpisce non soltanto chi partecipa agli scontri, ma anche chi contribuisce a prepararli o coordinarli.


Processo più rapido per i reati

Il testo considera capace di intendere e di volere il minore che abbia superato i 14 anni. In questo modo, per procedere penalmente, non sarà più necessario verificare caso per caso la capacità del ragazzo al momento del fatto.

Diventa inoltre perseguibile d’ufficio la lesione personale, anche lieve o lievissima, commessa contro un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria oppure di pubblica sicurezza. È prevista un’aggravante quando il danneggiamento viene realizzato da un gruppo organizzato durante una manifestazione, insieme alla possibilità di arresto facoltativo in flagranza differita per i casi di danneggiamento.

Quando un episodio di ordine pubblico produce numerosi arresti in flagranza, l’organico dei magistrati potrà essere adeguato per consentire la convalida dei provvedimenti entro i termini fissati dalla legge. Il decreto legge, composto da otto articoli, è stato approvato dal Consiglio dei ministri e raccoglie anche misure già contenute in un precedente disegno di legge.

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