Merita, Pellegrini punta tutto su MeMo: perché conta davvero
La direttrice del Collegio Superiore di Bologna valorizza il programma di orientamento e insiste sulla rete tra cinque scuole, tra sperimentazione e crescita condivisa.
L’impatto del progetto si è visto anche fuori dall’aula: personale amministrativo e studenti del Collegio hanno preso parte alla sperimentazione, con i collegiali impegnati come tutor. Per Stefania Pellegrini, questo aspetto ha reso l’esperienza utile non solo per chi è stato orientato, ma anche per chi ha affiancato il lavoro sul campo.
Il lavoro comune tra scuole
Tra i punti che Pellegrini considera più rilevanti c’è la capacità di cinque scuole di studi superiori di collaborare pur restando diverse per natura e organizzazione. Ha ricordato che tre istituti sono legati agli atenei, mentre due sono autonomi, ma il coordinamento ha funzionato in modo molto stretto.
Secondo la direttrice del Collegio Superiore dell’Università di Bologna, proprio questa intesa rappresenta un guadagno concreto. Lavorare insieme, ha spiegato, permette di maturare, mettere a fuoco i propri limiti e superarli anche grazie alle qualità maturate dalle altre realtà coinvolte.
MeMo come esperienza da far crescere
Sul programma MeMo, Pellegrini ha dato un giudizio netto: lo ha indicato come il tratto più forte dell’intero progetto Merita. Ha parlato di un percorso già sperimentato dalla Scuola Sant’Anna e poi arricchito dal contributo del Collegio, che ha personalizzato l’iniziativa senza stravolgerne l’impianto.
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Il programma di orientamento, rivolto a studentesse e studenti con genitori non laureati, è stato presentato come un’occasione da non perdere. Pellegrini ha detto che c’è la volontà di andare avanti e migliorare ancora, anche introducendo una caratterizzazione diversa per ogni scuola quando verranno organizzate le attività territoriali nei vari sedi.
Un progetto nato per orientare
Le parole della direttrice sono arrivate durante la giornata conclusiva di Merita, ospitata questa mattina alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In quel contesto ha ribadito il valore dell’iniziativa, che punta ad accompagnare ragazze e ragazzi nel passaggio verso l’università.
Pellegrini ha sottolineato anche il carattere collettivo del lavoro svolto, parlando di un contributo condiviso da direttori, personale amministrativo e tutor. Per i più giovani del Collegio, ha osservato, il ruolo di guida verso gli studenti più piccoli ha rappresentato una responsabilità importante e una prova formativa.
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