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Cronaca 2 min di lettura29 min fa

Un’ora insieme, poi i pernottamenti: svolta per la famiglia di Palmoli

Dopo undici mesi i tre fratelli hanno rivisto Catherine Birmingham e Nathan Trevallion nella casa del bosco, mentre il percorso verso il rientro prosegue gradualmente.

Per circa novanta minuti Catherine Birmingham e Nathan Trevallion hanno potuto riabbracciare i loro tre figli nella casa nel bosco di Palmoli. L’incontro, avvenuto a undici mesi dall’allontanamento dei bambini, rappresenta un nuovo passaggio nel percorso che potrebbe riportarli gradualmente a vivere con i genitori.

Simone Pillon, legale della famiglia ed ex senatore della Lega, ha riferito che la coppia ha accolto i figli dopo averli attesi abbracciata e ha organizzato per loro una merenda all’aperto. I bambini hanno inoltre ritrovato gli animali della fattoria: il cavallo, l’asino, le galline e gli altri esemplari di cui si prendevano cura prima del trasferimento.


Il rientro passa dai pernottamenti

Anche questa visita si è svolta in forma protetta, con la presenza e la supervisione degli assistenti sociali incaricati di seguire la situazione. Nelle settimane precedenti i fratelli avevano già incontrato due volte i genitori nella cosiddetta “casa del sindaco”, un’abitazione concessa gratuitamente dal Comune di Palmoli mentre la casa nel bosco viene adeguata alle condizioni richieste per essere abitata.

Secondo Pillon, il prossimo appuntamento potrebbe segnare un ulteriore avvicinamento alla normalità familiare. «È un altro passo verso il rientro definitivo», ha dichiarato il professionista, spiegando che tra 15 giorni dovrebbero iniziare i pernottamenti e che, in seguito, si tenterà di arrivare a una soluzione stabile.


La scuola è già ripartita

Nel frattempo i tre bambini hanno cominciato a frequentare la scuola pubblica. La figlia maggiore è stata inserita in quarta: aveva già frequentato le lezioni per un breve periodo, ma in passato era stata ritirata dopo aver manifestato disagio per il rumore presente nelle aule.

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Per i due gemelli, oggi iscritti alla seconda, si è trattato invece del primo ingresso nel sistema scolastico. In precedenza i genitori avevano optato per l’istruzione a domicilio; magistratura e servizi sociali l’avevano però giudicata non adeguata alle loro esigenze. Da mesi un’educatrice li affianca per colmare il divario accumulato.


Perché furono trasferiti

L’allontanamento dalla casa isolata di Palmoli risale al 20 novembre scorso. Il provvedimento era stato disposto dal tribunale per i minorenni dopo una relazione dei servizi sociali, poi confermato dalle autorità giudiziarie chiamate a esaminare i ricorsi presentati dai genitori.

La vicenda era emersa anche dopo un grave episodio di intossicazione provocato da funghi raccolti dagli stessi bambini, che aveva richiesto il ricovero in ospedale. La famiglia viveva in un’abitazione priva di alcuni servizi essenziali e i minori non risultavano inseriti regolarmente né nei percorsi sanitari né in quelli scolastici. Il trasferimento in una struttura per minori era stato motivato dalla necessità di tutelarne l’incolumità.

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