Nessy Guerra, il 7 ottobre torna il caso che la tiene reclusa
Dopo la sentenza sul caso Regeni, la diplomazia italiana invita alla prudenza mentre si avvicina l’appello sull’affidamento della figlia.
Il 7 ottobre potrebbe rappresentare un passaggio delicato per Nessy Guerra: al Cairo è infatti in programma una nuova udienza del procedimento avviato dall’ex marito Hamouda per ottenere l’affidamento della figlia Aisha. La giovane sanremese, 27 anni, vive da tempo in una località protetta in Egitto insieme alla bambina e alla madre, con la libertà fortemente limitata.
La recente decisione italiana sul caso di Giulio Regeni ha aumentato la cautela attorno alla vicenda. Guerra aveva espresso il timore che la condanna all’ergastolo potesse provocare conseguenze anche per il suo procedimento, ma ora preferisce non aggiungere ulteriori commenti.
Il timore dopo la sentenza Regeni
L’unico segnale pubblico affidato da Nessy Guerra ai social è stata la condivisione della prima pagina di un giornale dedicata alla sentenza sui tre agenti egiziani condannati per il sequestro di Regeni. Instagram è diventato per lei una delle poche possibilità per raccontare la propria situazione e chiedere attenzione sulla sua vicenda.
In precedenza, la donna aveva descritto così la sua condizione: «Sono anni che è così: resto chiusa in casa, senza vedere la luce del sole e senza poter portare mia figlia a passeggio». Dopo quel messaggio, anche su indicazione della diplomazia italiana, ha scelto di limitare gli interventi pubblici. La prudenza sarebbe legata anche al rischio di un arresto, che potrebbe concretizzarsi in qualsiasi momento.
L’appello sull’affidamento di Aisha
Il procedimento nasce dalla denuncia presentata da Tamer Hamouda, ex marito di Guerra e padre della bambina. L’uomo l’aveva accusata di adulterio, un reato che in Italia non è più previsto, e i tribunali egiziani hanno confermato per la donna una pena di sei mesi di reclusione sia in primo grado sia in appello.
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Assistita dall’avvocata Agata Armanetti, Guerra ha presentato ricorso in Cassazione. Intanto Aisha continua a vivere con la madre e la nonna materna, mentre l’udienza fissata per il 7 ottobre riguarda proprio la richiesta di affidamento avanzata dall’ex marito.
La diplomazia cerca una soluzione
L’ambasciata italiana al Cairo ha già inoltrato al presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi una domanda di grazia per Nessy Guerra. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha seguito il caso con il governo e ha riferito di aver ricevuto garanzie sulla disponibilità delle autorità egiziane a collaborare.
«Stiamo lavorando per riportare a casa Nessy Guerra e sua figlia, senza clamore e senza propaganda», ha detto Tajani. Dopo la conclusione del processo italiano su Regeni, l’attenzione diplomatica si concentra ancora di più sulla posizione della giovane italiana, mentre dalla Farnesina continuano ad arrivare richieste di cautela.
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