Garlasco, la difesa di Sempio punta tutto su scarpa e Dna
Dopo la nuova chiusura delle indagini, gli avvocati hanno venti giorni per presentare consulenze e contestare gli elementi raccolti dalla Procura di Pavia.
La partita giudiziaria su Andrea Sempio si concentra ora su due elementi al centro dell’inchiesta: l’impronta di una scarpa individuata nel sangue di Chiara Poggi e il materiale genetico trovato sulle biciclette di Alberto Stasi. La difesa prepara nuove consulenze per mettere in discussione la lettura offerta dagli investigatori.
La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le indagini sul 38enne e, dopo il deposito dell’avviso, potrebbe avanzare una richiesta di rinvio a giudizio. Ai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia restano venti giorni per depositare osservazioni e documenti tecnici.
Il nodo resta nelle nuove prove
Secondo l’accusa, il 13 agosto 2007 Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi con crudeltà e per rancore dopo essere stato respinto. La contestazione, sottolinea però la difesa, è rimasta identica rispetto all’atto notificato il 6 maggio: nelle diciotto pagine dell’ultimo avviso non emergerebbe una modifica dell’imputazione.
L’attenzione si è concentrata soprattutto sull’orma attribuita a una calzatura Frau, compatibile per i pubblici ministeri con quella che avrebbe indossato Sempio. Due persone sarebbero pronte a riferire che, già vent’anni fa, l’indagato portava il numero 44 e non il 42, dettaglio che la difesa considera rilevante per contestare la ricostruzione.
Il Dna sulle biciclette divide gli esperti
L’altro fronte riguarda alcune tracce genetiche rilevate sui pedali delle biciclette Umberto Dei appartenute ad Alberto Stasi. Il materiale è stato attribuito a Chiara Poggi, anche se un esame eseguito il giorno successivo aveva dato esito negativo. Per gli avvocati di Sempio, il clamore su questi reperti non coincide con la presenza di nuovi elementi decisivi.
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Una posizione analoga è stata espressa anche dai consulenti della famiglia Poggi. Il genetista Marzio Capra ha spiegato: «Ho avuto modo di valutare io stesso quei dati grezzi» e, a suo giudizio, si tratta di informazioni raccolte prima dell’identificazione definitiva del profilo genetico di Chiara e analizzate nuovamente in un secondo momento.
La squadra prepara la risposta
La difesa intende quindi replicare punto per punto alle conclusioni della Procura, mantenendo una strategia già utilizzata dopo la prima conclusione dell’inchiesta. Cataliotti e Taccia stanno lavorando con i propri esperti alle consulenze da depositare entro il termine previsto.
Armando Palmegiani, mostrando sui social una fotografia insieme ai due avvocati, ha descritto il lavoro in corso e ha assicurato: «Continuiamo il nostro percorso sempre con la massima serenità». La difesa sostiene inoltre che l’eventuale alterazione delle prove raccolte contro Alberto Stasi, ipotizzata dall’accusa, non avrebbe attinenza con il procedimento oggi rivolto contro Sempio.
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