Medici in fuga dagli ospedali: nel 2025 le dimissioni battono i pensionamenti
L’indagine Anaao Assomed fotografa un’impennata delle uscite volontarie: 3.767 professionisti hanno lasciato il Servizio sanitario nazionale in un solo anno
Il fenomeno delle uscite volontarie dagli ospedali ha raggiunto nel 2025 un livello mai osservato prima, superando persino il numero dei medici arrivati al pensionamento. Secondo l’analisi di Anaao Assomed, il dato segnala una trasformazione rilevante nel rapporto tra ingressi e abbandoni del Servizio sanitario nazionale.
Le dimissioni hanno sorpassato i pensionamenti
Nel corso del 2025 sono stati 3.767 i medici ospedalieri che hanno scelto di interrompere volontariamente il rapporto di lavoro. I pensionamenti registrati nello stesso periodo sono stati invece 2.876: una distanza che rende le dimissioni la principale voce tra le uscite dal sistema pubblico.
Rispetto al 2024, quando gli addii volontari erano stati 1.503, l’aumento è stato del 150%. La quota raggiunta equivale al 3,5% dell’intero organico medico della sanità pubblica, una percentuale che, secondo lo studio, non era mai stata toccata nemmeno durante le fasi più difficili della pandemia.
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Un fenomeno esteso a dodici regioni
Il rapporto dell’indagine mostra inoltre che il problema non è concentrato in poche aree del Paese. In 12 regioni su 20, infatti, nel 2025 il numero dei medici che hanno lasciato il servizio prima dell’età pensionabile è risultato superiore a quello dei professionisti arrivati al termine della carriera.
Lo studio evidenzia anche il peso delle uscite rispetto al reclutamento: per ogni 100 medici assunti, quelli che hanno rassegnato le dimissioni sono stati 43. Il confronto restituisce così la misura della pressione esercitata dalla perdita di personale sugli ospedali e sull’organizzazione della sanità pubblica.
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