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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Malpensa, code e tensione ai passaporti: cosa ha innescato il caos

Il sistema europeo di registrazione alle frontiere alimenta le attese, mentre un filmato da Malpensa riaccende le polemiche sulla gestione dei passeggeri.

Le proteste sulla gestione delle file a Malpensa si sommano alle critiche rivolte al personale dello scalo. Nei commenti al filmato, alcuni utenti sostengono che chi lavora a contatto con il pubblico dovrebbe fermarsi prima di perdere il controllo; altri ricordano che episodi di sovraffollamento e difficoltà nel regolare i flussi si ripeterebbero con frequenza. Non manca nemmeno chi attribuisce agli italiani una generale incapacità di rispettare le code, un giudizio che appare però eccessivamente esteso rispetto al singolo episodio.


Le code legate ai nuovi controlli

Una parte delle difficoltà è collegata al sistema europeo automatizzato che registra in formato digitale entrate, uscite e dinieghi ai viaggiatori provenienti da Paesi esterni all’Unione Europea, quando attraversano le frontiere dell’area Schengen. L’introduzione della procedura ha provocato attese prolungate negli aeroporti di diversi Paesi dell’Unione.

Durante l’estate, in presenza di una pressione eccezionale ai varchi, era stata prevista la possibilità di interrompere temporaneamente il sistema. Dal 6 settembre questa opzione non è più disponibile: la concomitanza di numerose partenze può quindi trasformare il controllo dei documenti in un punto di forte rallentamento, con ripercussioni sulle file e sul clima tra i viaggiatori.


Il filmato riaccende le accuse

La scena ripresa a Malpensa risale a domenica 27 settembre. Le immagini mostrano decine di persone ferme nell’area dei controlli passeggeri e doganali, tra spintoni, richiami e urla; secondo le testimonianze raccolte insieme al video, alcuni passeggeri con l’imbarco già aperto sarebbero rimasti in attesa mentre altri, diretti verso voli successivi, avrebbero superato la coda.

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Nel racconto diffuso sulle piattaforme social si parla anche di una ragazza in lacrime e di un padre coinvolto in una spinta con un addetto. È stata inoltre avanzata l’ipotesi che una lavoratrice abbia rivolto un’espressione razzista a viaggiatori cinesi. L’ascolto della registrazione, tuttavia, porta a ritenere più probabile che la donna stesse pronunciando Xi'an, destinazione di un volo in partenza da Malpensa alle 13:20 e operato da China Eastern, mentre accompagnava una passeggera verso un’altra direzione.


Cosa mostra davvero la registrazione

Il comportamento dell’addetto che urla è diventato il principale bersaglio delle contestazioni. Diverse persone chiedono che chi non riesce a mantenere la calma davanti ai viaggiatori venga allontanato per una pausa, mentre resta aperto il tema della gestione del personale nelle fasi di maggiore afflusso.

Il filmato, rilanciato in rete, non chiarisce ogni passaggio della scena, ma documenta la congestione nell’area dei controlli e la tensione tra passeggeri e operatori. Il quadro si inserisce così in una difficoltà più ampia, già segnalata in vari aeroporti europei dopo l’entrata a regime delle nuove procedure di frontiera.

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