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Cronaca 1 min di lettura55 min fa

Lopiano: gli inquinanti atmosferici raggiungono il cervello

Al congresso di Firenze, il consigliere della Sin illustra il ruolo dell’esposoma nella comparsa delle patologie neurologiche.

Le particelle presenti nell’aria possono oltrepassare la barriera emato-encefalica e arrivare fino alle cellule nervose. Lo ha spiegato Leonardo Lopiano, consigliere della Società italiana di neurologia, durante il 56° Congresso della Sin, in corso a Firenze dal 24 al 27 ottobre.

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I rischi per le cellule nervose

Secondo Lopiano, alcune particelle di dimensioni molto ridotte possono attivare nel cervello processi associati a diverse patologie. Tra gli effetti indicati figurano l’infiammazione cronica del tessuto nervoso, modifiche nella trasmissione tra neuroni, stress ossidativo e alterazioni del funzionamento dei mitocondri.

Questi meccanismi possono rendere una persona più vulnerabile allo sviluppo di disturbi neurologici. Il rischio, ha precisato l’esperto, dipende anche dalle caratteristiche individuali e dalla capacità dell’organismo di reagire agli stimoli esterni.


Che cos’è l’esposoma

L’esposoma comprende l’insieme delle condizioni a cui ciascun individuo è sottoposto durante l’intera esistenza. Nel concetto rientrano elementi ambientali, biologici, sociali e culturali, considerati nella loro evoluzione nel tempo.

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Lopiano ha chiarito che questo approccio completa le informazioni fornite dal patrimonio genetico. La maggior parte delle malattie neurologiche, infatti, può derivare dall’incontro tra predisposizione genetica ed esposizioni ambientali, con effetti diversi da persona a persona.


La risposta dell’organismo

Il consigliere della Sin ha distinto anche l’esposoma esterno da quello interno, legato al modo in cui l’organismo affronta determinate condizioni potenzialmente dannose. La risposta può cambiare tra individui esposti agli stessi fattori.

All’interno di questa prospettiva viene considerato anche l’esposoma neuronale, che riguarda direttamente le cellule del sistema nervoso. Il fattore temporale completa l’analisi: l’accumulo delle esposizioni lungo la vita può contribuire a determinare una maggiore predisposizione alle malattie neurologiche.

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