Lombardia-Cina, il ponte di oltre 40 anni sfida le tensioni
Jacopo Scandella rilancia il valore dei rapporti tra istituzioni, imprese e studenti per mantenere aperto il confronto tra i due territori.
Le tensioni internazionali e le crisi nei rapporti commerciali rendono ancora più importante mantenere attivi i canali di confronto. È questo il senso attribuito da Jacopo Scandella al legame tra Lombardia e Cina, un rapporto che da oltre quarant’anni coinvolge istituzioni, comunità, imprese e realtà formative.
Scandella, già alla guida della missione del Consiglio regionale lombardo a Tianjin, ha portato anche quest’anno il saluto dell’assemblea e del presidente Federico Romani alla festa della comunità cinese in Lombardia. L’occasione è servita per ribadire il valore degli incontri personali e della conoscenza reciproca, considerati essenziali per dare continuità alle relazioni internazionali.
Il dialogo non si ferma alle differenze
Secondo Scandella, il rapporto tra Lombardia e Cina non può basarsi soltanto sulle grandi decisioni politiche. A sostenerlo sono anche gli scambi tra studenti, i contatti economici fra aziende e la collaborazione quotidiana tra le istituzioni, soprattutto quando culture, lingue e abitudini non coincidono.
Il confronto, ha spiegato, non implica necessariamente una piena convergenza. «Il dialogo non significa andare d’accordo su tutto», ha detto, sottolineando che anche la competizione e la gestione delle divergenze possono svolgersi in modo pacifico. In un contesto segnato da guerre e crisi diplomatiche, l’obiettivo indicato è dunque conservare ponti aperti tra popoli e autorità.
Tecnologia e cooperazione al centro
Le prospettive di collaborazione riguardano ambiti decisivi come l’innovazione tecnologica, lo sviluppo economico e la transizione energetica. Sono sfide che, nella lettura proposta da Scandella, nessun Paese può affrontare da solo e che richiedono il contributo coordinato di più realtà internazionali.
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Lombardia e Cina hanno già rapporti articolati in diversi settori, ma il Consiglio regionale guarda a un ulteriore rafforzamento dei legami nei prossimi dieci anni. La priorità indicata è orientare la tecnologia verso i bisogni delle persone e verso un benessere più diffuso, mantenendo al tempo stesso una collaborazione capace di favorire la pace.
Un legame da consolidare
Il gemellaggio con Tianjin rappresenta la cornice istituzionale di una relazione che, nel tempo, si è estesa ben oltre gli accordi ufficiali. La missione ricordata da Scandella ha confermato, a un anno di distanza, quanto gli scambi diretti possano incidere sulla solidità dei rapporti tra i territori.
In una fase internazionale definita estremamente precaria, il messaggio rivolto alla comunità cinese in Lombardia è quindi quello di proseguire sulla strada della cooperazione. Per Scandella, Italia e Cina possono trovare nel dialogo uno strumento per affrontare le difficoltà senza interrompere il confronto.
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