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Cronaca 2 min di lettura49 min fa

La sfida dopo la diagnosi: cure senza interruzioni per i giovani adulti

Ilenia Malavasi indica nella transizione dall’assistenza pediatrica a quella per adulti il prossimo obiettivo per fenilchetonuria e malattie metaboliche ereditarie

La diagnosi precoce ha aperto una nuova fase per le persone con fenilchetonuria e malattie metaboliche ereditarie: oggi la priorità è evitare che il passaggio all’età adulta interrompa il percorso di cura. A sottolinearlo è Ilenia Malavasi, capogruppo del Pd nella Commissione XII Affari sociali della Camera, intervenuta a Roma durante la presentazione di un documento sulla presa in carico dei pazienti, promosso da Omar, Osservatorio malattie rare.


La continuità resta il nodo centrale

Secondo Malavasi, l’individuazione delle patologie nei primi giorni di vita, resa possibile anche dalla normativa italiana sui programmi di diagnosi neonatale, ha migliorato le prospettive dei pazienti ma ha fatto emergere nuove esigenze assistenziali. Tra queste c’è soprattutto la necessità di accompagnare la persona senza fratture nel momento in cui lascia i servizi pediatrici.

«Dobbiamo garantire la continuità della cura e del percorso terapeutico dall’età pediatrica a quella adulta», ha affermato la deputata durante l’incontro con la stampa al Senato. Per raggiungere questo obiettivo, Malavasi propone la creazione di strutture specializzate dedicate ai giovani adulti, capaci di assicurare una presa in carico stabile e livelli adeguati di qualità clinica.


Una rete più preparata sul territorio

La transizione non dovrebbe riguardare soltanto i centri di riferimento. Nel progetto indicato da Malavasi rientra anche l’aggiornamento costante degli operatori sanitari, così da rendere omogeneo il trattamento nelle diverse aree del Paese e rafforzare il collegamento tra strutture specialistiche, medici di medicina generale e altri professionisti.

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Il documento, intitolato “Oltre la diagnosi. La generazione della diagnosi neonatale: una nuova sfida per il Servizio sanitario nazionale”, è stato presentato a Roma su iniziativa della stessa Malavasi. L’obiettivo indicato è costruire un percorso condiviso che tenga insieme competenze diverse e renda effettivo il diritto alla cura anche dopo la conclusione dell’assistenza pediatrica.


Dalla ricerca al diritto alla cura

Nel suo intervento, Malavasi ha collegato i progressi scientifici alle nuove responsabilità del sistema sanitario. La ricerca, ha spiegato, ha prodotto risultati così rilevanti da spostare il traguardo: non basta più arrivare rapidamente alla diagnosi, ma occorre garantire assistenza e qualità della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza.

«Non possiamo più limitarci a dire che serve la diagnosi precoce: oggi dobbiamo affermare che è necessario garantire il diritto alla cura», ha detto. La finalità, ha aggiunto, è permettere alle persone malate e alle loro famiglie di vivere con maggiore completezza e di conciliare meglio le esigenze della cura con i tempi della vita quotidiana e del lavoro.

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