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Cronaca 2 min di lettura22 ore fa

Bologna, tre ragazzi aggrediti in strada: «Vi ammazzo

Il poeta Giorgiomaria Cornelio e due amici sono stati minacciati e insultati in via Mascarella: la polizia ha fermato l’uomo, già noto per altri episodi violenti.

«Il segnale è quello di una violenza che cerca come bersaglio omosessuali e stranieri». Giorgiomaria Cornelio, poeta marchigiano di 29 anni e firma di Repubblica, legge così l’aggressione subita ieri a Bologna insieme a due amici. Per lui non si tratta soltanto dello scatto d’ira di una persona alterata, ma di un episodio che mostra quanto sia diventato pesante il clima in città.


Minacce e uno schiaffo in centro

L’episodio è avvenuto durante l’ora di pranzo, all’angolo tra via Mascarella e via Belle Arti, nel cuore della zona universitaria. Un uomo con una bottiglia in mano si è avvicinato al gruppo e ha iniziato a insultare uno dei due amici di Cornelio, rivolgendogli anche frasi razziste perché di origine straniera.

Poco dopo l’aggressore ha spostato la sua attenzione sul poeta e sull’altro ragazzo. Tra le minacce pronunciate ci sono state «froci, stranieri, vi ammazzo, vi taglio la gola»; inoltre l’uomo si toccava i pantaloni sostenendo di avere un coltello. A uno dei giovani ha infine dato uno schiaffo, accompagnando il gesto con la frase: «Mi prudono le mani».


La polizia blocca l’aggressore

A chiedere aiuto è stato Cornelio, che ha contattato la polizia. Gli agenti sono arrivati in via Mascarella, hanno fermato l’uomo e hanno riferito ai tre ragazzi che il soggetto sarebbe già stato coinvolto in altri comportamenti violenti.

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Cornelio, che vive a Venezia ma frequenta spesso Bologna, ha sottolineato soprattutto la matrice degli insulti. «È sintomatico che avvenga anche in un luogo queer come è sempre stata Bologna», ha spiegato, collegando l’accaduto a una tensione più ampia rivolta contro persone omosessuali e straniere.


È il terzo caso in pochi giorni

Quello raccontato dal poeta è il terzo episodio di aggressione omofoba registrato a Bologna nell’arco di pochi giorni. La città è stata a lungo associata a una forte tradizione di apertura: proprio qui, all’inizio degli anni Ottanta, nacque il Cassero, uno dei primi circoli gay italiani.

Il contrasto tra quella storia di inclusione e i recenti episodi alimenta la preoccupazione di Cornelio. L’aggressione di ieri, avvenuta in una strada centrale e frequentata dalla comunità universitaria, riporta così al centro il tema delle offese razziste e omofobe usate come sfogo di una violenza sempre più visibile.

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