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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Ustica, la pista della bomba torna al centro: nuove indagini

Il gip riapre il percorso investigativo dopo la disponibilità francese sui documenti, ma i familiari chiedono risposte più chiare sulla tragedia del 1980.

«Siamo soddisfatti: ora è possibile approfondire anche la pista terroristica della bomba a bordo, mai esaminata davvero». Lo ha affermato il legale di Giuliana Cavazza, figlia di una vittima e presidente dell’Associazione per la verità sul disastro aereo di Ustica, richiamando anche l’esplosione del volo Pan Am sopra Lockerbie avvenuta alcuni anni dopo.

I familiari degli 81 passeggeri morti confidano intanto nel lavoro della magistratura, ma chiedono che questa nuova fase non si chiuda con ulteriori risposte poco definite. L’avvocato Daniele Osnato ha auspicato una conclusione rapida dell’inchiesta e l’accertamento delle responsabilità nella strage del 27 giugno 1980.


Parigi esclude richieste ancora pendenti

Secondo quanto riportato nell’ordinanza, l’Ambasciata di Francia sostiene di non avere notizia di domande italiane di assistenza giudiziaria rimaste inevase sul caso. La rappresentanza diplomatica ha invitato Roma a indicare eventuali richieste ancora da soddisfare e ha escluso che in passato vi sia stato un rifiuto francese di collaborare.

Lo stesso documento ricorda che due atti furono inviati dal ministero della Difesa francese a quello italiano nel 1986 e nel 1990. La nota verbale del 14 settembre 2026, collegata al colloquio telefonico del 9 settembre 2026 tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, conferma inoltre la disponibilità a consegnare agli Archivi di Stato italiani il materiale relativo alla tragedia: i due documenti già trasmessi e nove file informatici riconducibili a cinque documenti prodotti dall’Ambasciata di Francia a Roma tra il 1981 e il 1994.


Il giudice autorizza nuovi accertamenti

La Procura di Roma potrà quindi valutare gli elementi collegati alla documentazione francese. Il procuratore capo Francesco Lo Voi aveva ritirato la precedente richiesta di archiviazione proprio per consentire l’esame della nuova prospettiva investigativa e degli atti che Parigi ha dichiarato di poter trasferire.

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Nelle prime righe del provvedimento, il gip ha ritenuto legittima la revoca e ha disposto la restituzione del fascicolo al pubblico ministero. Spetterà ora agli inquirenti stabilire quali approfondimenti svolgere e come utilizzare il materiale acquisito, comprese le ipotesi già avanzate sulla possibile presenza di una bomba a bordo.


La tragedia resta senza verità definitiva

Il procedimento riguarda la caduta del Dc-9 Itavia avvenuta nel Tirreno il 27 giugno 1980. Nell’incidente persero la vita 81 persone; la nuova decisione giudiziaria mantiene aperto il lavoro investigativo dopo la revoca della richiesta di archiviazione.

In udienza, il procuratore ha depositato la nota dell’ambasciata francese e le comunicazioni relative alla trasmissione dei documenti. La riapertura degli accertamenti arriva così nel tentativo di chiarire una vicenda sulla quale i parenti delle vittime continuano a chiedere risposte complete.

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