3.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Garlasco, Sempio sfida gli indizi: «Per il processo non basta

Nuovi documenti sono arrivati a Milano mentre Andrea Sempio respinge il valore dell’impronta sul muro e della traccia di scarpa.

La Procura Generale di Milano ha ricevuto nuovi documenti sul caso di Chiara Poggi, trasmessi dagli uffici di Pavia dopo la seconda chiusura delle indagini su Andrea Sempio. Le carte dovranno essere esaminate anche alla luce di un’eventuale revisione della condanna definitiva inflitta ad Alberto Stasi, ma per ora non è stata presa alcuna decisione.


Sempio ridimensiona gli indizi

Intervenuto in un’anticipazione televisiva, Sempio ha respinto l’ipotesi che gli elementi raccolti possano condurre a un processo. «Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo», ha affermato. L’intervista completa è prevista questa sera, intorno alle 21.30, durante Quarto Grado su Retequattro.

Tra i punti contestati dall’indagato c’è l’impronta numero 33, individuata sul muro della villetta di via Pascoli e ritenuta dagli investigatori compatibile con la sua mano. Sempio ha ricordato che le prove svolte su un muro non avrebbero escluso del tutto quella possibilità, ma ha sottolineato che la traccia non presentava sangue: «Devi avere una certezza. C’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine».


La traccia della scarpa resta contestata

Sempio ha messo in discussione anche la consulenza di Cristina Cattaneo relativa all’impronta insanguinata trovata sul pavimento dell’abitazione. Secondo l’analisi, la forma avrebbe potuto essere compatibile con il suo piede, ma l’indagato considera questo dato privo di un collegamento concreto con il delitto.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Nel suo ragionamento ha distinto la semplice compatibilità dalla presenza di una prova materiale: sarebbe stato diverso, a suo avviso, trovare nella sua abitazione una scarpa riconducibile a quella impronta e macchiata del sangue di Chiara Poggi. Sempio ha inoltre precisato di portare il numero 44, sia all’epoca dei fatti sia oggi.


Le carte passano al vaglio di Milano

Gli atti inviati da Pavia sono ora sul tavolo della procuratrice generale Francesca Nanni e della vice Lucilla Tontodonati. La documentazione comprende anche gli ultimi elementi relativi ai dati grezzi conservati dai Ris di Parma, sui quali sono emerse nuove questioni nell’ambito degli accertamenti.

L’eventuale valutazione riguarda una possibile richiesta di revisione della sentenza con cui Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara Poggi, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Tuttavia, il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha ribadito che non è mai stata presentata alla Procura Generale una richiesta diretta a formulare una proposta di revisione. Gli uffici milanesi sono stati informati degli aspetti ritenuti rilevanti e, considerata la complessità della verifica, la decisione potrebbe richiedere tempo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere