4.000Lettori online ora
Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Ricina, il computer porta a Pietracatella: possibile svolta nel caso

Gli investigatori avrebbero localizzato un indirizzo informatico legato a una ricerca sul veleno effettuata poco prima della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Un dispositivo elettronico è stato consegnato spontaneamente agli investigatori da Gianni Di Vita, il padre e marito delle due vittime. Il suo legale, Vittorino Facciolla, ha precisato: «Gianni non è indagato, ma parte offesa».


Di Vita collabora con gli investigatori

Martedì l’uomo è tornato negli uffici della questura di Campobasso per essere ascoltato nell’ambito dell’inchiesta. Durante l’incontro ha inoltre consentito alla polizia di accedere ai suoi due studi professionali, accompagnando personalmente gli agenti nei locali di Pietracatella e Campobasso.

Le verifiche hanno riguardato entrambe le sedi. Nel frattempo prosegue l’audizione delle persone che potrebbero avere informazioni utili per ricostruire i passaggi precedenti alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita.


Una ricerca sulla ricina conduce in Molise

Un elemento emerso dagli accertamenti svolti negli Stati Uniti riguarda un indirizzo IP associato a un computer. Da quel dispositivo, alcuni giorni prima degli omicidi, sarebbe stata consultata una pagina dedicata alla preparazione della ricina in polvere.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La localizzazione dell’indirizzo informatico sarebbe compatibile con l’area di Pietracatella. Si tratta di un dato che potrebbe aiutare gli investigatori a individuare chi abbia cercato quelle informazioni e a comprendere se la consultazione sia collegata alla vicenda.


Tre passaggi da chiarire

L’attenzione degli inquirenti non si concentrerebbe soltanto sull’autore della ricerca in rete. Gli accertamenti mirano anche a stabilire chi possa aver prodotto la sostanza velenosa e chi l’abbia eventualmente trasportata nell’abitazione della famiglia Di Vita.

La ricina, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata utilizzata nel duplice omicidio. Le nuove verifiche puntano dunque a ricostruire l’intera catena, dalla ricerca delle informazioni fino all’arrivo del veleno nella casa delle vittime.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere