Il caso Ferri torna a Garlasco: dopo 16 anni spunta l’ipotesi omicidio
La Procura di Pavia ha aperto un nuovo fascicolo sulla morte di Giovanni Ferri, trovato senza vita in un’intercapedine tra due edifici.
Per Giovanni Ferri il caso potrebbe non essere quello di un suicidio. A sedici anni dalla morte dell’ex meccanico di Garlasco, la Procura di Pavia ha deciso di tornare sulla vicenda e di verificare l’ipotesi che l’88enne sia stato ucciso.
GioiaPura
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Sedici anni dopo, nuovi dubbi
Il corpo dell’uomo era stato rinvenuto in una stretta intercapedine situata tra due costruzioni. Proprio le circostanze del ritrovamento e gli elementi ancora poco chiari sulla sua fine hanno spinto gli inquirenti a riaprire l’attenzione sul caso.
La nuova indagine dovrà ricostruire quanto accadde a Ferri e stabilire se la morte sia compatibile con l’ipotesi inizialmente considerata. Il fascicolo nasce quindi per esaminare nuovamente una vicenda rimasta, a distanza di anni, senza risposte definitive.
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L’ipotesi del suicidio vacilla
L’apertura del procedimento introduce uno scenario diverso da quello del suicidio: per la procura, la morte potrebbe essere stata provocata da altre persone. Si tratta ora di chiarire quali elementi sostengano questa ricostruzione e quali aspetti della vicenda debbano essere rivalutati.
Giovanni Ferri, ex meccanico e residente a Garlasco, aveva 88 anni quando venne trovato morto. La Procura di Pavia sta raccogliendo gli elementi necessari per fare luce sulla sua scomparsa e comprendere che cosa sia realmente avvenuto sedici anni fa.
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