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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Gasolio a 2,30 euro in autostrada: il governo prepara la risposta

Il caro carburante alimenta i blocchi nel Mezzogiorno mentre Palazzo Chigi valuta oltre 100 milioni di euro per sostenere trasporti e agricoltura.

Il diesel ha raggiunto quota 2,300 euro al litro sulla rete autostradale, mentre nel Sud Italia restano attivi diversi presidi degli autotrasportatori. La protesta contro il caro carburante sta creando disagi alla circolazione e alle forniture, compresi i rifornimenti destinati agli aeroporti.

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Il decreto atteso dal governo

La risposta dell’esecutivo dovrebbe arrivare dal Consiglio dei ministri convocato per le 12 di giovedì. Sul tavolo c’è un provvedimento con misure per il settore del trasporto su strada e nuovi fondi destinati al comparto agricolo.

Le risorse complessive per i rimborsi sul gasolio dovrebbero superare i 100 milioni di euro. Il viceministro Edoardo Rixi ha inoltre spiegato che il decreto potrebbe includere la sospensione per cinque mesi delle rate relative ai contratti di locazione finanziaria, una maggiorazione del carburante distribuita lungo la filiera e clausole di tutela per gli accordi conclusi verbalmente.


Il prezzo corre soprattutto in autostrada

I dati diffusi dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit fotografano un nuovo lieve aumento del diesel sulle autostrade: la media in modalità self service è passata da 2,294 a 2,300 euro al litro in un giorno. La benzina, invece, si è attestata a 2,047 euro, rispetto ai 2,045 del giorno precedente.

Sull’intera rete stradale nazionale il gasolio è arrivato a 2,260 euro al litro, contro i 2,259 di mercoledì. Per la benzina il valore medio è sceso da 2,026 a 2,024 euro. La differenza tra rete ordinaria e autostrade continua quindi a pesare sui costi degli operatori costretti a percorrere lunghe distanze.

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Presidi ancora attivi nel Mezzogiorno

Nel Sud non tutti i blocchi sono stati rimossi. Le proteste hanno prodotto code estese e, in alcuni casi, sono state segnalate denunce per il danneggiamento degli pneumatici dei camion, usato per impedire ai mezzi di ripartire. Le difficoltà nei trasporti hanno lasciato fermi carichi alimentari e medicinali, con effetti anche sulla disponibilità dei prodotti nei punti vendita.

La situazione coinvolge pure alcuni aeroporti meridionali, dove nelle ultime ore sono emersi problemi nel rifornimento del carburante per gli aerei A-1. Alcuni scali hanno invitato piloti e compagnie a effettuare il pieno in altri aeroporti per evitare ulteriori criticità.


A Gela la protesta continua

Gli autotrasportatori riuniti a Gela, lungo la strada statale 117 bis, hanno scelto di mantenere il presidio. I mezzi pesanti sono fermi nei pressi della rotatoria all’ingresso della città, mentre altri operatori si sono aggiunti al punto organizzato dagli agricoltori vicino al tribunale, all’entrata del centro del Nisseno.

«Si parla di protesta conclusa e di intese raggiunte, ma non è così», hanno sostenuto gli autotrasportatori presenti a Gela. Secondo il gruppo, alcuni risultati sarebbero stati ottenuti soltanto dal comparto intermodale, mentre chi lavora esclusivamente su strada non avrebbe ricevuto né nuovi aiuti né pagamenti. Per questo il presidio, hanno ribadito, resterà fino all’arrivo di risultati concreti: gli annunci, hanno aggiunto, non sono sufficienti.

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