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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Gasolio a 2,30 euro: il governo prepara la risposta ai camionisti

Il Consiglio dei ministri valuta oltre 100 milioni per i rimborsi, mentre nel Sud restano presidi, disagi alle forniture e tensioni sulla rete stradale

Il costo del diesel ha raggiunto quota 2,30 euro al litro sulla rete autostradale, proprio mentre nel Mezzogiorno continuano alcuni blocchi degli autotrasportatori. La protesta contro il caro carburanti non è quindi rientrata del tutto: restano code, merci ferme e difficoltà che iniziano a coinvolgere anche il rifornimento degli aeroporti.

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Il diesel corre sulle autostrade

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, giovedì il gasolio venduto nella modalità fai da te sulla rete stradale nazionale costava in media 2,260 euro al litro, contro i 2,259 del giorno precedente. Per la benzina, invece, la media è scesa lievemente a 2,024 euro, dai 2,026 di mercoledì.

Sulle autostrade il quadro è ancora più oneroso. La benzina è salita a 2,047 euro al litro, rispetto ai 2,045 del giorno prima, mentre il diesel ha toccato 2,300 euro, partendo da una media di 2,294. L’aumento alimenta la pressione sulle imprese di trasporto, che chiedono interventi immediati.


Il governo prepara il decreto

Il Consiglio dei ministri è convocato per le 12 di giovedì e dovrebbe esaminare un provvedimento dedicato sia all’autotrasporto sia al settore agricolo. Sul tavolo ci sono oltre 100 milioni di euro destinati ai rimborsi sul carburante, nel tentativo di attenuare l’impatto dei rincari.

Il viceministro Rixi ha spiegato che il testo potrebbe comprendere anche la sospensione per cinque mesi delle rate relative ai contratti di locazione finanziaria, un meccanismo per distribuire lungo la filiera i maggiori costi del carburante e clausole di tutela per gli accordi stipulati verbalmente. Misure che, secondo il governo, dovrebbero affiancare gli stanziamenti principali.

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A Gela il presidio continua

A Gela, lungo la strada statale 117 bis, decine di camion sono ancora fermi nei pressi della rotatoria all’ingresso della città. I manifestanti hanno scelto di non togliere il presidio e contestano le notizie su una presunta conclusione della protesta: «Per noi che lavoriamo su strada non c’è nulla», hanno affermato gli autotrasportatori, sostenendo che le somme annunciate erano già state promesse.

La mobilitazione ha provocato lunghe code e, in alcuni casi, sono state segnalate denunce per pneumatici tagliati ai mezzi pesanti, con l’obiettivo di impedirne la ripartenza. Altri camionisti hanno aderito al punto di protesta organizzato dagli agricoltori all’ingresso del territorio nisseno, vicino al tribunale.


Merci e aeroporti sotto pressione

I blocchi hanno rallentato la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici, lasciando vuoti diversi scaffali nel Sud Italia. Le conseguenze non riguardano soltanto la viabilità e la grande distribuzione, perché nelle ultime ore alcuni aeroporti meridionali hanno riscontrato problemi nel rifornimento del carburante per gli aerei Jet A-1.

Gli scali coinvolti hanno invitato piloti e compagnie a effettuare il rifornimento in altri aeroporti. Il possibile decreto governativo arriva dunque mentre la protesta continua a produrre effetti sulla circolazione delle merci e sulle attività collegate ai trasporti.

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