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Cronaca 2 min di lettura51 min fa

Garante Privacy, ammonito Roberto Burioni per i dati diffusi

L’Autorità contesta la pubblicazione di nomi e parti dei documenti dei firmatari di un esposto disciplinare

Il Garante per la protezione dei dati personali ha ammonito Roberto Burioni per aver pubblicato sui social informazioni identificative di alcuni firmatari di un esposto disciplinare presentato contro di lui.

La rimozione successiva dei contenuti non ha cancellato del tutto gli effetti della diffusione: i dati di tre persone sono rimasti accessibili a un pubblico numeroso attraverso le piattaforme social del professore.

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La decisione dell’Autorità

Il provvedimento, numero 755 del 7 ottobre 2026, riguarda alcuni post nei quali comparivano generalità e parti di documenti d’identità appartenenti a persone che avevano sottoscritto l’esposto trasmesso all’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Pesaro-Urbino.

Secondo il Garante, la pubblicazione non rispettava i criteri di liceità, correttezza, finalità e riduzione al minimo dei dati previsti dal Codice della privacy per l’attività giornalistica e per le forme di espressione del pensiero. L’Autorità ha precisato che la libertà di critica può comprendere anche l’uso dei social, ma richiede il rispetto della dignità e dei diritti delle persone coinvolte.


I motivi dell’ammonimento

Nel documento si legge che «la rivelazione dell’identità di alcuni dei firmatari dell’esposto non appare giustificarsi» rispetto alla necessità e alla proporzione delle informazioni utili ad alimentare una discussione pubblica. Per l’Autorità, l’indicazione di singoli sottoscrittori non aggiungeva elementi utili alla comprensione dell’esposto, soprattutto perché i nomi erano stati scelti soltanto come esempio tra quelli presenti.

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Il Garante ha osservato che sarebbe stato più pertinente contestare nel merito le argomentazioni sostenute dalla generalità dei firmatari, invece di rivolgere critiche personali a persone che avevano utilizzato uno strumento previsto dalla legge e che non ricoprivano ruoli tali da rendere necessaria la loro identificazione.


La posizione di Burioni

La difesa del docente ha sostenuto che non ci fosse motivo di nascondere i nomi di chi, attraverso denunce ed esposti disciplinari, avrebbe cercato di danneggiarne la credibilità scientifica. Burioni avrebbe quindi ritenuto necessario rispondere pubblicamente anche mediante i propri canali di divulgazione.

L’Autorità ha però escluso che il presunto uso improprio della procedura disciplinare potesse giustificare la diffusione di nomi, cognomi e frammenti di documenti identificativi. Nel provvedimento viene definita sproporzionata la reazione rispetto al diritto di critica e alla libertà di manifestazione del pensiero.

Il Garante ha inoltre chiarito che l’eliminazione dei post non è stata sufficiente a rimuovere integralmente le conseguenze della pubblicazione, poiché le informazioni erano già state rese disponibili alla vasta platea che segue i profili social di Burioni.

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