Monza, Marziale chiede di mettere i bambini davanti ai tabù
Il presidente dell’Osservatorio collega il caso alle conseguenze psicologiche e rilancia l’ipotesi delle telecamere
La direttrice di un asilo nido di Monza è stata arrestata con l’accusa di maltrattamenti ai danni dei bambini. Sul caso è intervenuto Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori.
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I rischi per i bambini
Secondo Marziale, episodi di questo tipo possono lasciare conseguenze che vanno oltre le lesioni fisiche. I più piccoli, ha spiegato, rischiano di sviluppare traumi profondi, mentre tra i genitori può aumentare la preoccupazione per la sicurezza dei figli affidati alle strutture per l’infanzia.
L’osservatorio invita tuttavia a non definire la situazione come un’emergenza sociale. Marziale ha osservato che i casi si ripetono e finiscono per rappresentare un dato da considerare: “Non possiamo parlare di emergenza sociale, ma questi episodi si ripetono e fanno statistica”.
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Prevenzione e controlli
Per il presidente dell’organismo, la tutela dei minori deve orientare le decisioni prima che si verifichino nuove violenze. Tra gli strumenti indicati c’è anche l’installazione di telecamere nelle strutture dedicate alla prima infanzia, tema che da tempo alimenta il confronto sulle modalità di controllo.
Marziale ha sintetizzato la propria posizione richiamando la necessità di superare esitazioni e contrapposizioni: “La tutela del minore deve venire prima delle ipocrisie. Dopo è tardi: il segno rimane”. Il riferimento riguarda gli effetti duraturi che i maltrattamenti possono avere sui bambini, anche quando non emergono conseguenze fisiche immediate.
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