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Cronaca 2 min di lettura31 min fa

Cervia, la Procura chiede il processo per cinque giovani

La vittima è deceduta dopo tre giorni; il sesto indagato, 17enne, è ai domiciliari per studiare.

La Procura di Ravenna ha chiesto il giudizio immediato per cinque giovani accusati della morte di Nicola Musiani, 53 anni, aggredito a Pinarella di Cervia il 19 luglio e deceduto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena.

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Le accuse ai cinque maggiorenni

Gli indagati hanno tra 19 e 23 anni, provengono tutti dal Forlivese e sono perlopiù di origine straniera. Per loro l’accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il pestaggio è iniziato dopo due discussioni tra Musiani e uno dei ragazzi, avvenute alle 23.30 e poi alle 4, quando l’uomo stava uscendo da una discoteca. Gli altri cinque giovani sarebbero intervenuti in suo sostegno, scendendo in gran parte da una Fiat Punto.


L’aggressione nel parcheggio

Musiani sarebbe stato colpito con pugni, calci, bottiglie, pietre e persino con una bicicletta lanciata contro di lui. Il tasso alcolemico pari a 1,61 gli avrebbe reso impossibile reagire o proteggersi.

Dopo aver percorso alcuni metri, il 53enne si sarebbe accasciato contro uno pneumatico di un camion parcheggiato. Una pattuglia del Radiomobile lo ha trovato in quelle condizioni. Prima di lasciare il posto, gli accusati avrebbero inoltre tentato di aggredire un 50enne di Cesena, che quella notte si trovava nel parcheggio insieme a Musiani: i due vivevano in camper separati.

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Il ruolo del minorenne

Il sesto indagato è un ragazzo di 17 anni, anche lui residente a Forlì. Gli inquirenti ritengono che sia stato lui a dare inizio alla violenza dopo i due diverbi con Musiani.

Dopo un periodo in un istituto penale minorile, il ragazzo ha ottenuto gli arresti domiciliari per poter continuare a studiare. All’inizio della prossima settimana sarà ascoltato dal giudice del Tribunale per i minorenni di Bologna, insieme agli altri cinque indagati maggiorenni.


Le prove raccolte dagli investigatori

I cinque adulti si trovano ancora in carcere. Gli elementi a loro carico sono stati raccolti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ravenna, coordinati dalla pm Angela Scorza.

Le identità dei sospettati sono emerse dall’analisi delle celle telefoniche, dai sistemi di lettura delle targhe, dalle testimonianze e da tre filmati acquisiti durante la notte dell’aggressione. Ora spetterà al giudice per le indagini preliminari stabilire la data di apertura del processo.

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