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Cronaca 2 min di lettura34 min fa

Noname057(16), gli attacchi alle istituzioni italiane dal 2023

Nel mirino sono finiti ministeri, ambasciate, banche, aeroporti e aziende del trasporto pubblico

Il gruppo filorusso Noname057(16) ha colpito più volte obiettivi italiani dal febbraio 2023, prendendo di mira istituzioni, aziende pubbliche e infrastrutture. Tra le persone indicate più di recente nei loro messaggi figurano il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi.

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L’ultimo attacco alla Farnesina

A ottobre 2026 il sito della Farnesina è stato nuovamente bersagliato da un’azione informatica. L’episodio è avvenuto a pochi giorni dalle dichiarazioni di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, che aveva definito “malsani” e “irrispettosi” i recenti avvertimenti di Tajani sui possibili tentativi di interferenza russa nelle prossime elezioni politiche italiane.

Già nel febbraio 2026 il gruppo aveva rivolto la propria attenzione alle pagine collegate alle Olimpiadi di Milano Cortina. In seguito, sul proprio canale Telegram, aveva rilanciato la denuncia di Tajani relativa agli attacchi contro i siti delle ambasciate italiane e alcuni alberghi coinvolti nell’organizzazione dei Giochi.


Banche e trasporti nel mirino

Nel febbraio 2025 l’offensiva aveva riguardato i portali di banche e società dei trasporti italiani. Gli autori avevano presentato l’azione come una risposta alle posizioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definito da loro “russofobo”.

Un’altra serie di attacchi era stata annunciata nel giugno 2024, in coincidenza con il voto per il Parlamento europeo. Nel dicembre dello stesso anno erano invece stati colpiti i siti degli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate.

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Le prime offensive in Italia

Il primo attacco di ampia portata risale al febbraio 2023, poco dopo il viaggio di Giorgia Meloni a Kiev. In quell’occasione Noname057(16) aveva preso di mira i portali di vari ministeri e organismi dello Stato, compresi quelli dei Trasporti, della Difesa e delle Forze armate.

Nel febbraio 2024 una nuova campagna aveva interessato diversi siti italiani. Pochi giorni dopo, un’altra operazione aveva causato il blocco della Farnesina e coinvolto anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Consob, l’Arma dei Carabinieri, la Marina e l’Aeronautica.


Gli obiettivi dell’offensiva

Nella stessa azione erano rientrati i siti di alcune aziende del trasporto pubblico locale: Atac a Roma, Amat a Palermo e Amt a Genova. Nell’annunciare il blitz, gli hacker avevano criticato Meloni e “il continuo sostegno completo all’Ucraina”.

Il gruppo ha quindi esteso nel tempo le proprie iniziative a soggetti istituzionali, imprese e servizi considerati collegati alla posizione italiana sul conflitto. Nei messaggi più recenti sono comparsi anche dati sensibili attribuiti a 18 persone, tra cui Tajani e Lo Voi.

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