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NoName, Roma indaga sui dati di Tajani e Lo Voi

La Procura di Roma ha aperto un’indagine sulla lista di diciotto persone definite ostili alla Russia

NoName057(16) ha pubblicato dati privati riferibili ad Antonio Tajani, Francesco Lo Voi e Ivano Gabrielli. La Procura di Roma ha aperto un’indagine dopo il deposito di un’informativa di reato.

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I nomi nella lista

Il collettivo filorusso ha inserito i tre italiani in un elenco europeo di diciotto persone considerate nemiche della Federazione Russa. Tra gli obiettivi compare anche Michael Schmid, presidente di Eurojust, mentre un altro nome italiano è quello di Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano, comune che ospita una base aerea della Nato e dell’aeronautica statunitense.

Per Tajani, Lo Voi e Gabrielli sarebbero già reperibili nella rete oscura numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica e contatti Telegram ancora attivi. La pubblicazione riguarda figure legate, con ruoli diversi, alle attività istituzionali e investigative rivolte contro il gruppo vicino al Cremlino.


La pagina chiamata Tribunale

L’elenco è comparso in una sezione denominata «Tribunale», accessibile attraverso Tor, il sistema che instrada le connessioni tramite più livelli di cifratura. L’intestazione presenta i soggetti come cittadini ostili alla Russia e invita a fornire ulteriori informazioni in cambio di denaro.

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«Qui si trova l’elenco dei cittadini ostili alla Federazione Russa, sui quali siamo interessati a ottenere informazioni. A pagamento», si legge nella pagina attribuita a NoName057(16). Ogni scheda raccoglie recapiti, indirizzi di posta, utenze telefoniche, account Telegram e altri profili online.


Ricompense per nuovi dati

Il funzionamento prevede sia la diffusione del materiale già raccolto sia la ricerca di ulteriori elementi sui bersagli. NoName offre infatti compensi a chi riesce a procurare nuove informazioni personali.

La raccolta di contatti e dettagli privati può facilitare successive azioni informatiche o forme di pressione contro le persone indicate. L’indagine avviata a Roma dovrà chiarire l’origine dei dati pubblicati e le modalità con cui sono stati ottenuti.

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