Tajani, Lo Voi e Gabrielli nel mirino del darkweb
Dal 26 ottobre sono online schede con dati personali; la Procura di Roma ha avviato accertamenti
La premier Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà ad Antonio Tajani, definendo preoccupante la vendita di informazioni riservate e chiedendo una risposta determinata. Il ministro degli Esteri ha attribuito l’inserimento nella lista al sostegno italiano all’Ucraina. Tajani ha inoltre annunciato la creazione, dal primo gennaio, di una direzione cyber della Farnesina per contrastare le incursioni informatiche.
Il gruppo filorusso Noname057(16) ha messo online una richiesta di denaro per ottenere informazioni personali su Antonio Tajani, Francesco Lo Voi e Ivano Gabrielli. La pubblicazione, presente da almeno due settimane, riguarda 18 persone considerate ostili alla Federazione Russa.
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I nomi inseriti nelle schede
Tra gli italiani indicati compaiono Tajani, ministro degli Esteri, Lo Voi, procuratore di Roma, e Gabrielli, responsabile della Polizia postale. Nell’elenco figura anche Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano, comune in provincia di Pordenone dove si trova una base militare aerea statunitense.
Le schede associate ai nominativi raccolgono informazioni biografiche e professionali, insieme a dati reperibili pubblicamente. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, in alcuni casi sono presenti numeri di telefono privati, indirizzi di posta elettronica e recapiti delle abitazioni. Gli hacker avrebbero promesso un compenso a chi fosse riuscito a fornire ulteriori dati personali.
La lista internazionale
Il gruppo ha inserito nella stessa raccolta anche figure straniere. Tra queste ci sono Michael Schmid, presidente di Eurojust, Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte, e Holger Münch, ai vertici della polizia criminale tedesca.
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Nell’elenco compare inoltre Michael Alexander Martens, giornalista d’inchiesta ricercato dalle autorità russe. Noname057(16), considerato vicino al GRU, il servizio segreto militare russo, avrebbe classificato tutte le persone coinvolte come nemici della Federazione Russa.
Gli accertamenti a Roma
Sul caso ha aperto un’indagine la Procura di Roma. Gli accertamenti riguardano la pubblicazione delle schede e la richiesta di informazioni a pagamento sui soggetti indicati.
La raccolta dei dati risulta ancora accessibile, secondo il resoconto del Fatto Quotidiano. Il materiale sarebbe rimasto disponibile senza che la minaccia informatica venisse rimossa, mentre gli investigatori stanno verificando origine, contenuti e possibili conseguenze della diffusione.
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