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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Droni e IA, la svolta nei conflitti: Ercolani avverte le industrie

Per l’amministratore delegato di Rheinmetall Italia, guerre convenzionali, tecnologiche e psicologiche si intrecciano mentre l’intelligenza artificiale accelera il cambiamento.

Sono circa 145mila gli attacchi condotti con droni dall’inizio della guerra in Ucraina, secondo Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia. Il dato fotografa la crescente centralità delle tecnologie autonome nei conflitti contemporanei, con sistemi sempre più orientati all’impiego dell’intelligenza artificiale.

Ercolani è intervenuto durante l’incontro “Difesa e intelligenza artificiale: Rheinmetall e Connected Mind insieme per la sicurezza cognitiva”. Nel suo intervento ha descritto uno scenario in cui le guerre non si combattono più soltanto sul terreno, ma anche attraverso dati, comunicazione e capacità di influenzare le decisioni.


Tre dimensioni dentro ogni guerra

Secondo Ercolani, gli ultimi conflitti presentano una struttura ricorrente, evidente soprattutto nella guerra tra Russia e Ucraina e negli scontri in Medio Oriente. “In ciascuno di essi si sovrappongono tre conflitti”, ha spiegato, distinguendo tra componente convenzionale, dimensione tecnologica e confronto psicologico.

La prima componente ripropone dinamiche già osservate durante la Seconda guerra mondiale. La seconda riguarda invece il confronto sulle prestazioni tecnologiche e sulla comunicazione, mentre la terza si sviluppa sul piano psicologico. Proprio il livello tecnologico, a suo giudizio, è quello che oggi sta conoscendo la maggiore intensificazione.


Droni autonomi e corsa industriale

Satelliti, sistemi di intelligenza artificiale, droni e grandi quantità di dati sono diventati gli strumenti sui quali le industrie della difesa stanno concentrando la ricerca. L’evoluzione dei droni impone in particolare una risposta rapida, perché i nuovi modelli vengono progettati per operare con il supporto dell’IA e, in alcuni casi, per assumere decisioni con livelli crescenti di autonomia.

Il numero degli attacchi registrati in Ucraina è stato indicato da Ercolani come esempio della trasformazione in corso. Per l’amministratore delegato di Rheinmetall Italia, la velocità dell’innovazione obbliga le aziende a sviluppare soluzioni capaci di gestire contemporaneamente informazioni, comunicazioni e scenari operativi complessi.

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La sfida è decidere tra troppi dati

Nel corso degli anni, Rheinmetall Italia ha investito nello sviluppo di una piattaforma tecnologica destinata a raccogliere e organizzare informazioni utili alle decisioni. L’obiettivo è aiutare chi gestisce le organizzazioni a distinguere gli elementi rilevanti dalla grande quantità di dati disponibile.

Su questa linea, l’azienda ha individuato una convergenza con Connected Mind, una start-up attiva in ambiti tecnologici affini. La collaborazione punta a fornire ai manager strumenti per compiere scelte più coerenti e razionali, fondate sulle informazioni e non sulle reazioni istintive, soprattutto in una fase segnata da cambiamenti geopolitici ed economici.


Leadership tra incertezza e fragilità

Ercolani ha inoltre richiamato il passaggio da un modello di leadership associato a vulnerabilità, complessità e ambiguità a uno scenario definito attraverso incertezza e fragilità. In questo contesto, la disponibilità di dati affidabili dovrebbe sostenere decisioni più aderenti all’evoluzione degli scenari.

L’amministratore delegato non ritiene che l’intelligenza artificiale rappresenti già oggi una situazione di rischio. La ragione, ha concluso, è che resta ancora l’essere umano a stabilire se affidare o meno ai sistemi di IA la facoltà di prendere decisioni autonome.

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