Difterite a Padova, 22enne gravissimo: 100 persone sotto profilassi
Il giovane, arrivato dal Bangladesh, è isolato e ha ricevuto l’antitossina; avviato il monitoraggio dei contatti individuati dai servizi sanitari.
Nel settembre 2026 è stato segnalato in Italia un caso di difterite cutanea riguardante una persona ospite di un centro di accoglienza, con vaccinazioni non documentate e un recente viaggio all’estero. Il dato si aggiunge ai tre episodi registrati nell’agosto dello stesso anno: due forme respiratorie, una delle quali mortale, in una bambina non vaccinata, e una forma cutanea in un ospite di un centro di accoglienza con stato vaccinale sconosciuto.
Dal 2018 al 30 settembre 2026, i casi confermati dall’Istituto superiore di sanità sono stati 16. Oltre la metà dei pazienti aveva riferito un viaggio fuori dall’Italia poco prima dell’infezione.
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Il contagio resta legato alla prevenzione
Il rischio cresce per chi entra in contatto con viaggiatori provenienti da aree dove la difterite continua a circolare, tra cui alcune zone dell’Africa, del Sud-est asiatico, del Medio Oriente, Haiti e Brasile. La protezione più importante rimane la vaccinazione, compresi i richiami previsti dal calendario: le persone non vaccinate o non aggiornate sono infatti più esposte.
Il batterio passa soprattutto attraverso le goccioline emesse con tosse e starnuti oppure tramite il contatto diretto con secrezioni respiratorie. Più raramente la trasmissione avviene attraverso oggetti contaminati; nelle forme cutanee, invece, il contatto con le lesioni infette può favorire il contagio.
A Padova un quadro clinico severo
Il paziente è un ragazzo di 22 anni originario del Bangladesh, ricoverato nell’unità di malattie infettive dell’Azienda ospedale-università di Padova. Le sue condizioni sono descritte come gravi e il giovane si trova in isolamento, mentre prosegue la terapia antibiotica e il controllo medico.
Per ridurre il rischio di complicazioni, i sanitari hanno fatto arrivare l’antitossina tramite il Centro antiveleni di Pavia. La somministrazione è avvenuta sabato 10 ottobre, prima che la diagnosi fosse confermata dagli esami microbiologici completati domenica 11 ottobre dall’unità di microbiologia e virologia dell’ospedale padovano.
Cento contatti già sotto controllo
L’indagine condotta dal Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss 6 Euganea ha ricostruito la rete delle persone entrate in relazione con il ventiduenne. Sono stati individuati 100 soggetti, comprendendo sia i contatti stretti sia le persone che avevano avuto rapporti con lui sul luogo di lavoro.
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Per tutti è stata disposta una profilassi antibiotica preventiva della durata di una settimana, alla quale ha aderito l’intero gruppo. Parallelamente è iniziata una sorveglianza clinica per verificare l’eventuale comparsa di sintomi e seguire l’evoluzione delle condizioni di salute degli esposti.
Perché la difterite può essere pericolosa
La difterite è un’infezione batterica molto contagiosa e può avere esiti letali. La sua gravità dipende dalla tossina prodotta da alcuni ceppi del batterio: questa sostanza danneggia i tessuti nel punto d’ingresso e può raggiungere, attraverso il sangue, diversi organi.
La tossina blocca il fattore di allungamento 2, indispensabile per la produzione delle proteine nelle cellule. Il risultato può essere la morte cellulare, con lesioni locali e complicazioni a carico del cuore, del sistema nervoso e dei reni.
Sintomi e forme dell’infezione
La manifestazione più nota è quella respiratoria, che può comparire dopo un’incubazione di 2-5 giorni. Mal di gola, raucedine, febbricola, brividi, difficoltà a deglutire, secrezioni nasali e forte debolezza possono accompagnare la comparsa di una pellicola bianco-grigiastra su gola e tonsille; il gonfiore del collo può rendere difficoltosa la respirazione.
Esiste anche una forma cutanea, caratterizzata da ulcere con bordi rilevati, spesso localizzate sugli arti e talvolta coperte da una membrana grigiastra. Le due manifestazioni possono presentarsi insieme nella stessa persona. Nei bambini sono inoltre possibili nausea, vomito, mal di testa e febbre.
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