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Cronaca 2 min di lettura52 min fa

Salute al lavoro, il Veneto parte da 33 imprese: cosa prevede il piano

Regione, Intesa Sanpaolo e Confindustria Veneto Est sperimentano un modello di prevenzione cardiovascolare destinato a poter essere esteso in tutta la regione.

Sono 33 le imprese venete coinvolte nella fase sperimentale di un progetto che porta la prevenzione sanitaria direttamente nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è verificare se il modello sia sostenibile e possa essere riproposto su scala regionale, mettendo in rapporto la salute dei dipendenti con il benessere sociale, ambientale ed economico.

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La prevenzione entra nelle aziende

L’iniziativa è stata presentata a Venezia dalla Regione del Veneto insieme a Intesa Sanpaolo e Confindustria Veneto Est. Il progetto rientra nella piattaforma regionale “Venexus” e punta a trasformare le imprese in luoghi più favorevoli alla tutela della salute.

Tra gli interventi previsti figura la misurazione del rischio cardiovascolare dei lavoratori, accompagnata dall’identificazione anticipata dei principali fattori di rischio modificabili. Le aziende saranno quindi coinvolte non soltanto nell’analisi delle condizioni individuali, ma anche nella promozione di scelte quotidiane più salutari.


Un percorso per chi è più esposto

Per le persone che risulteranno maggiormente vulnerabili è previsto un percorso di presa in carico, così da consentire interventi rapidi e mirati. La prevenzione, in questo modo, non si limiterà alla raccolta di informazioni, ma potrà tradursi in azioni rivolte ai singoli lavoratori.

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Il programma riguarda anche l’organizzazione interna e gli spazi aziendali. L’intento è rendere più facili e accessibili i comportamenti utili al benessere, intervenendo sul contesto in cui le persone trascorrono una parte significativa della loro giornata.


Il Veneto punta a un modello replicabile

Gino Gerosa, assessore regionale alla Sanità, ha sottolineato il valore strategico dell’operazione: «Portiamo la prevenzione all'interno delle aziende. L'impegno della Regione non può più essere considerato un lusso, ma un dovere. Dobbiamo investire sulla cura, puntare sulla medicina di previsione e quindi su prevenzione primaria, secondaria e terziaria».

Intesa Sanpaolo e Confindustria Veneto Est hanno aderito alla proposta della Regione mettendo a disposizione il coinvolgimento delle imprese interessate. La sperimentazione servirà ora a valutare l’efficacia dell’impostazione e le condizioni necessarie per un’eventuale estensione a tutto il territorio veneto.

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