Roma, la paura non passa: oltre 50 realtà contro le mafie
Libera porta in piazza associazioni, sindacati, studenti e scout dopo la serie di attentati che ha colpito diversi quartieri della Capitale
Le esplosioni che hanno colpito alcune attività della periferia romana hanno spinto più di 50 organizzazioni a mobilitarsi. L’appello di Libera nasce dalla necessità di reagire all’aumento della violenza criminale, soprattutto nei quartieri del quadrante Est, dove negli ultimi due mesi sono stati segnalati almeno sette ordigni tra Casilina, Don Bosco, Centocelle e San Basilio.
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La mobilitazione parte dai quartieri
Alla manifestazione hanno aderito associazioni, sindacati, istituzioni, gruppi studenteschi e realtà scout. Tra i partecipanti ci sarà anche Azione Roma, che ha espresso vicinanza agli abitanti e a quanti lavorano ogni giorno per rafforzare la legalità nelle zone più esposte.
Il partito sottolinea che gli attentati non possono diventare un elemento ordinario della vita cittadina e chiede alle istituzioni un’assunzione piena di responsabilità. L’obiettivo della presenza in piazza, viene spiegato, è impedire che cittadini e commercianti si sentano abbandonati davanti alle minacce e alla paura.
La sfida per il controllo del territorio
Secondo Libera, la Capitale sta vivendo una crescita della violenza riconducibile ai clan. “Solo per fortuna non ci sono ancora state vittime, ma l'incolumità di chi abita i nostri quartieri è continuamente messa a rischio”, afferma l’organizzazione, che richiama l’attenzione anche sugli effetti degli attentati sulle comunità locali.
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Gli investigatori, nella ricostruzione riportata da Libera, stanno valutando l’ipotesi di un conflitto per il dominio del territorio e delle piazze di spaccio. La situazione si sarebbe aggravata dopo gli arresti che hanno colpito negli ultimi anni diversi gruppi criminali storici della città, lasciando spazio a nuovi equilibri.
L’appuntamento a piazza Malatesta
Il presidio è in programma domani, 14 ottobre, alle 18 in piazza Malatesta. La convocazione, intitolata “Fuori le mafie dalla nostra città”, punta a trasformare la risposta civile in una presa di posizione collettiva contro le organizzazioni criminali.
Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, parla di otto ordigni esplosi nell’arco di 45 giorni e annuncia la partecipazione alla mobilitazione. “Roma non può abituarsi alle esplosioni nei quartieri popolari, né lasciare che la paura diventi parte della vita quotidiana”, dichiara, ribadendo il rifiuto di qualsiasi potere criminale imposto sui territori.
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