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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Selma Blair, il mistero del volo: accuse, trauma e cauzione

L’attrice è comparsa in tribunale a New York dopo un episodio contestato a bordo di un aereo: la difesa parla di una crisi medica legata anche ai farmaci.

La vicenda giudiziaria di Selma Blair ruota attorno a una possibile emergenza sanitaria verificatasi durante un volo. L’attrice, 54 anni, è comparsa lunedì sera davanti al Tribunale penale del Queens, dove ha dovuto rispondere di due accuse separate di aggressione.

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La difesa richiama il problema medico

Durante l’udienza, l’avvocato Shawn Barnes ha sostenuto che il comportamento della sua assistita non sarebbe stato intenzionale. Secondo la ricostruzione della difesa, Blair avrebbe passato molte ore sul luogo delle riprese, sarebbe salita sull’aereo in condizioni già difficili e, durante il viaggio, sarebbe caduta battendo la testa.

Barnes ha definito l’accaduto «un’emergenza medica» e ha spiegato alla giudice Indira Kahn che l’attrice, affetta da sclerosi multipla, non avrebbe assunto con regolarità alcune dosi dei farmaci prescritti per contenere importanti sintomi neurologici. Il legale ha inoltre ribadito che Blair avrebbe riportato un trauma cranico durante il volo.


Due accuse dopo l’atterraggio

L’arresto è scattato all’aeroporto internazionale John F. Kennedy di New York, dopo un presunto scatto d’ira avvenuto a bordo del velivolo. Nella concitazione, secondo gli elementi contestati, sarebbero rimasti coinvolti anche due assistenti di volo.

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Uno dei capi d’accusa riguarda l’ipotesi che Blair abbia colpito più volte alla testa un agente di polizia usando i piedi. La seconda contestazione nasce invece da un presunto attacco ai danni di un’infermiera. Nonostante la richiesta della difesa, durante la seduta l’attrice ha dovuto restare ammanettata.


Cauzione pagata, nuova udienza nel 2027

Al termine della comparizione, Selma Blair è stata liberata dopo il versamento della cauzione. La prossima udienza è fissata per gennaio 2027, quando il procedimento entrerà in una nuova fase.

In caso di condanna, per le accuse contestate l’attrice potrebbe andare incontro a una pena compresa tra due e sette anni di reclusione. La difesa punta invece a dimostrare che l’episodio sia stato provocato da una condizione medica e dalla mancata assunzione dei medicinali, non da una volontà di aggredire.

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