1.129notizie oggi
Cronaca 2 min di lettura13 ott

Il pendolo delle mazzette sfida Schifani: la piazza chiede il voto

A Palermo il centrosinistra riunito davanti a Palazzo d’Orleans accusa il governo regionale e trasforma il caso Armao nel simbolo della protesta

Un pendolo di legno, riempito con riproduzioni di banconote da 100 euro, è diventato il simbolo della protesta contro Renato Schifani. I manifestanti lo hanno collocato davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione Siciliana, mentre il governatore si trovava a Roma per ottenere la conferma del sostegno di Forza Italia.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


La piazza chiede una svolta

A Palermo il campo largo del centrosinistra siciliano ha convocato una manifestazione per chiedere le dimissioni del presidente della Regione. Alla mobilitazione hanno aderito anche Italia Viva, Possibile, Più Europa, Psi e Psdi, insieme a rappresentanti della società civile.

Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, ha respinto l’idea di distinguere tra componenti moderate e più dure del centrodestra. «Non c’è un centrodestra buono e un centrodestra cattivo, sono tutti uguali», ha affermato, sostenendo che il dibattito sulle dimissioni serva soltanto a rinviare una decisione che, a suo giudizio, Schifani non prenderà. Di Paola ha inoltre accusato la maggioranza di continuare a gestire le risorse pubbliche siciliane secondo i propri interessi.

Fabio Giambrone, esponente di Europa Verde-Alleanza Verdi e Sinistra, ha definito significativa la presenza dell’opposizione davanti alla sede della presidenza. A suo avviso, la Sicilia avrebbe raggiunto una fase decisiva e non potrebbe più rimandare un cambiamento politico.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Il caso Armao al centro

Il riferimento più evidente della protesta è l’inchiesta della Procura di Palermo che ha coinvolto Gaetano Armao, consulente del presidente della Regione. Secondo gli inquirenti, l’avvocato avrebbe nascosto denaro contante, ritenuto riconducibile a presunte tangenti, proprio all’interno del pendolo che si trovava nel suo precedente ufficio da presidente della Regione.

Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico, ha collegato quel particolare all’immagine scelta dai manifestanti. «A scuola abbiamo studiato il pendolo di Foucault, oggi abbiamo il pendolo di Armao», ha detto, definendo quanto emerso una grave responsabilità per l’esecutivo regionale e chiedendo di tornare al voto il prima possibile.

Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, ha invece parlato di una crisi legata alla questione morale. Nel suo intervento ha sostenuto che i siciliani siano stanchi di una classe dirigente segnata, secondo le contestazioni dell’opposizione, da indagini, arresti e accuse di tangenti. Ha quindi indicato nella legalità il punto da cui, a suo giudizio, dovrebbe ripartire la Sicilia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere