Dalla rissa alle scuse: la lettera della Concorezzese ai bambini
I giocatori della Prima squadra hanno scritto ai giovani presenti a bordo campo dopo il parapiglia scoppiato al termine della partita
La scena peggiore non è stata l’ultima azione della partita, ma il parapiglia esploso subito dopo il fischio finale. A bordo campo, infatti, c’erano numerosi bambini del settore giovanile e giovani raccattapalle, arrivati per partecipare alla Festa dei nonni.
Due giorni dopo, i calciatori della Concorezzese hanno scelto di rivolgersi proprio a loro. La società di Concorezzo, alle porte di Monza, ha trasformato così un episodio negativo in un’assunzione pubblica di responsabilità.
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Le scuse arrivano dopo il parapiglia
La tensione accumulata durante l’incontro è degenerata al termine del match del campionato della Prima squadra. Nel confronto sono stati coinvolti giocatori di entrambe le formazioni, dando vita a una zuffa osservata anche dai più piccoli presenti vicino al terreno di gioco.
L’episodio ha reso ancora più amara una giornata pensata per le famiglie. I bambini, che guardano ai calciatori della prima squadra come a modelli dentro e fuori dal campo, si sono trovati davanti a immagini lontane dai valori normalmente associati allo sport.
Nessun alibi davanti ai giovani
La dirigenza e la squadra hanno deciso di non archiviare quanto accaduto senza una spiegazione. In una lettera indirizzata ai ragazzi e alle loro famiglie, i giocatori hanno ammesso di non aver rappresentato l’esempio che avrebbero dovuto offrire.
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“Come società, e come ragazzi della Prima squadra, sentiamo il dovere di chiedervi scusa”, si legge nel messaggio. I firmatari hanno anche chiarito di non voler cercare attenuanti e hanno promesso di trasformare il riconoscimento dell’errore in un impegno concreto.
Una lezione oltre il risultato
Nel testo, la squadra sottolinea quanto sia doloroso deludere chi vive il calcio con entusiasmo e considera la Prima squadra un punto di riferimento. La responsabilità, secondo i calciatori, riguarda quindi non soltanto la condotta tenuta durante la partita, ma anche l’influenza esercitata sui più giovani.
La lettera ricorda infine che classifiche e risultati non esauriscono il significato dello sport. Per i bambini, il calcio dovrebbe trasmettere rispetto e valori utili alla crescita personale: anche un errore, se riconosciuto apertamente, può diventare un’occasione per ripartire.
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