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Cronaca 2 min di lettura58 min fa

Dal benzinaio alla cella: il 26enne trovato morto in carcere

Mena Istafanous era accusato di aver aggredito tre sconosciuti a Reggio Emilia: il giovane è stato trovato impiccato dopo pochi giorni di detenzione.

«Un fatto grave e inaccettabile», lo aveva definito Marco Massari, sindaco di Reggio Emilia, dopo l’aggressione avvenuta in una stazione di servizio del quartiere Buco del Signore. Il primo cittadino aveva espresso vicinanza alla donna colpita e alle due persone intervenute per aiutarla, ringraziando le forze dell’ordine per avere individuato rapidamente il responsabile.

Massari aveva inoltre sottolineato che episodi simili non devono trovare posto nella comunità e aveva assicurato la collaborazione tra Comune e istituzioni per tutelare la sicurezza dei residenti. Le tre persone ferite, intanto, non risultavano in condizioni tali da far temere per la loro vita.


Il nodo delle condizioni psicologiche

Mena Istafanous, nato a Reggio Emilia in una famiglia di origine egiziana, era seguito dal centro di salute mentale. Il suo avvocato aveva riferito che il giovane soffriva di manie di persecuzione, elemento finito al centro degli accertamenti sull’accaduto.

Gli investigatori avevano escluso fin dall’inizio un collegamento con ambienti fondamentalisti. Istafanous era di fede cristiana copta ortodossa e gli accertamenti nella sua abitazione non avevano fatto emergere segnali di radicalizzazione. L’ipotesi maggiormente considerata restava quindi quella di un disagio psichico.


La morte durante la detenzione

Il 26enne è stato trovato impiccato nella sua cella poco dopo le 20 di venerdì 2 ottobre. Il decesso è avvenuto in carcere, dove era stato trasferito dopo la convalida dell’arresto disposta dal giudice per le indagini preliminari Francesco Panchieri.

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Nel corso dell’udienza, Istafanous aveva scelto di non rispondere alle domande. Assistito dal legale Franco Beretti, era accusato di tentato omicidio aggravato; la richiesta di custodia cautelare era stata presentata dalla sostituta procuratrice Denise Panoutsopoulos.


L’aggressione alla stazione di servizio

I fatti risalgono alla serata di domenica 27 settembre, in via Martiri di Cervarolo. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe colpito con un cacciavite una 57enne di Scandiano mentre la donna stava rifornendo l’auto, senza che fosse emerso un motivo apparente.

Una ragazza di 26 anni e un uomo di 49, accorsi per prestare soccorso, sarebbero stati investiti intenzionalmente quando il giovane è tornato al volante. Dopo l’impatto, il 26enne si è allontanato, ma la fuga è durata circa un’ora: polizia di Stato, carabinieri e polizia locale hanno collaborato per identificarlo e arrestarlo.

La donna e l’uomo erano stati ricoverati, mentre la ragazza aveva già lasciato l’ospedale. Nessuno dei tre risultava in pericolo di vita.

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