2.000Lettori online ora
Cronaca 4 min di lettura1 ora fa

Selma Ezzine, il successo nato di notte: «A scuola dopo aver cantato fino all’alba

Dalle feste di paese alla prima serata, la cantante racconta gavetta, ansia, pregiudizi subiti dalla famiglia e i progetti per il futuro.

Per Selma Ezzine il palco non è mai stato un punto di partenza, ma il risultato di anni trascorsi a cantare ovunque capitasse. Oggi la 22enne di San Giorgio del Sannio è tra i concorrenti di Tale e Quale Show e, dopo aver conquistato due puntate su due, affronta l’attenzione del pubblico con entusiasmo ma anche con molta tensione.


Il successo costruito dopo mezzanotte

Prima della televisione ci sono state piazze, feste di paese, compleanni, battesimi e matrimoni. A 18 anni, mentre frequentava l’ultimo anno di liceo, Selma cominciava a esibirsi alle otto di sera e in alcune occasioni terminava alle cinque del mattino. Dopo una breve pausa per rientrare e prepararsi, andava comunque a scuola.

La cantante non considera questo percorso un vantaggio acquisito e precisa di non aver seguito veri corsi di canto o recitazione. Ha studiato pianoforte e teoria musicale, ma attribuisce soprattutto alla pratica la sicurezza sviluppata nel tempo. Anche oggi, spiega, dedica gran parte delle giornate allo studio per preparare le imitazioni e migliorare la gestione del palco.

A Tale e Quale Show non vive il confronto con gli altri come una gara da affrontare con tattiche precise. Ha stretto subito un rapporto con Jasmine Carrisi e racconta di settimane scandite da prove continue, con il riposo concentrato sulla domenica e sul giorno successivo alla puntata. Il suo obiettivo, più che battere gli avversari, è arrivare a un risultato impeccabile.


L’ansia prima della musica

La tranquillità mostrata durante le esibizioni nasconde una forte agitazione. Poco prima di salire sul palco Selma spesso piange e si affida alle parole dei genitori per ritrovare fiducia. «Il palco mi mette ansia, ma quando canto mi sento nel posto giusto», ha raccontato descrivendo il contrasto tra la paura dell’attesa e la libertà che prova durante la performance.

A sostenerla fin dall’inizio sono stati soprattutto il padre e la madre. Il padre, Mohamed, appassionato di musica, le ha ripetuto di tentare sempre, anche davanti alle difficoltà. Dopo il diploma Selma aveva iniziato l’università, ma non si sentiva nella direzione giusta; il giorno dopo aver lasciato gli studi ha ricevuto la proposta per Dalla strada al palco, un’occasione che ha letto come un segnale.

La sua esperienza televisiva è arrivata quindi senza un progetto rigidamente pianificato. Dopo il programma di Rai Due, la cantante è approdata in prima serata su Rai1, dove il riscontro ottenuto l’ha sorpresa. Ogni puntata, però, resta per lei una prova personale: deve imparare a trasformare l’ansia in energia e a controllare emozioni che, fuori dal palco, continua a vivere con grande intensità.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Origini, scuola e pregiudizi

Selma è cresciuta in un piccolo centro del Beneventano con una doppia appartenenza culturale: le radici marocchine della famiglia e il carattere campano maturato nel territorio in cui è nata. A scuola si è sentita esclusa per un lungo periodo, anche se non ha mai rinunciato a difendersi. Non sa stabilire se l’isolamento fosse legato alle sue origini, ma ricorda quel periodo come un’esperienza dolorosa.

Più che su di lei, secondo il suo racconto, i pregiudizi hanno colpito i genitori. Vederli giudicare senza una ragione concreta le ha provocato sofferenza, soprattutto perché il padre considera l’Italia la propria casa. Nel paese, tuttavia, le persone hanno avuto modo di conoscerlo: oggi lavora come interprete e avvocato, mentre la madre si occupa dei nipoti.

La cantante sostiene che nelle scuole italiane debba esserci spazio per tutti. Sul possibile limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi ha una posizione netta: «Tutti devono avere la possibilità di studiare in Italia». A suo avviso, una soglia del genere non produrrebbe effetti culturali significativi. Nei suoi futuri brani vorrebbe affrontare proprio temi come bullismo, razzismo, integrazione e condizioni delle minoranze.

La fede musulmana fa parte della sua identità per scelta personale, non per imposizione familiare. I genitori le hanno lasciato libertà nel modo di viverla e la lettura del Corano, dice, le offre calma e indicazioni nei momenti di difficoltà. La religione, per lei, è dunque un percorso intimo che convive con autonomia e consapevolezza.


Un futuro tra pop e contaminazioni

Sul piano sentimentale, Selma dice di essere single. In questa fase preferisce concentrarsi sulla musica e sul percorso professionale, consapevole che una relazione può diventare complessa quando l’altra persona non comprende ritmi e sacrifici di un lavoro così assorbente. Non esclude però l’arrivo di qualcuno capace di sostenerla davvero.

Tra dieci anni immagina una musica riconoscibile ma aperta a influenze diverse. Vorrebbe sperimentare suoni internazionali, orientali e metallici, senza rinunciare al pop che ama, quello associato a Whitney Houston e Alicia Keys e arricchito da elementi blues e jazz. Il sogno resta semplice: continuare a cantare e costruire un album nel quale poter riunire tutte queste suggestioni.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere