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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Monica Bellucci e il tempo: il valore inatteso del distacco

L’attrice racconta il rapporto con l’età, il cinema, la bellezza interiore e l’amore che continua a dare senso alla sua vita.

Per Monica Bellucci il passare degli anni non rappresenta una perdita, ma una possibilità: quella di osservare la vita con maggiore lucidità e riconoscenza. Nell’intervista concessa all’edizione spagnola di Harper’s Bazaar, l’attrice 62enne ha parlato della maturità, del lavoro e dei legami familiari, prendendo le distanze dall’idea che il tempo debba coincidere con un declino.


L’età cambia lo sguardo

Il tema dell’invecchiamento è stato affrontato da Bellucci senza concessioni ai luoghi comuni legati all’aspetto fisico. La sua posizione è netta: «O invecchi e accetti il processo con dignità, oppure muori. Vista in quest’ottica, preferirei di gran lunga invecchiare». Per lei, continuare a vivere significa anche poter immaginare un futuro.

L’attrice individua nella maturità una forma di libertà interiore. Con il tempo, ha spiegato, si smette di essere soltanto protagonisti e si impara a osservare il mondo da una distanza diversa. Questa prospettiva consente di riconoscere il valore di ciò che da giovani si tende a considerare scontato: la salute, un caffè al mattino, la presenza delle persone care.

Bellucci collega inoltre la bellezza a una ricchezza che non si misura allo specchio. «Credo che significhi avere una ricca vita interiore, una passione che ti ispira, vedere crescere i tuoi figli, contemplare il mare, avere amici, una famiglia che ami... una vita appagante come donna», ha raccontato, indicando nell’esperienza quotidiana il centro della propria idea di femminilità.


Il cinema resta una scoperta

Nonostante gli anni di carriera, la curiosità verso il cinema non si è esaurita. Bellucci ha spiegato di sentirsi fortunata per la possibilità di lavorare ancora con autori provenienti da ambienti differenti e ha sottolineato il ruolo dei giovani registi incontrati negli ultimi tempi.

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La passione professionale, secondo il suo racconto, continua a essere una componente importante della sua identità. Il lavoro non viene presentato come una semplice abitudine, ma come uno spazio nel quale mantenere aperto il confronto con linguaggi, sensibilità e generazioni diverse.


Giovinezza, amore e gratitudine

Guardando alla propria giovinezza, l’attrice riconosce ai vent’anni una libertà difficile da ritrovare in età adulta. L’inesperienza permetteva di affrontare l’ignoto con maggiore slancio e di compiere scelte rischiose senza avere ancora piena consapevolezza delle conseguenze. Proprio quella che definisce una sorta di innocenza, però, appartiene secondo lei alla forza di quell’età.

La maturità porta invece una coscienza più profonda della fragilità e del dolore. È una consapevolezza che modifica il modo di vivere anche i gesti più semplici e rende più intensa la gratitudine per ciò che si possiede.

Al centro della sua vita, Bellucci colloca infine l’amore nelle sue diverse forme: quello familiare, quello per un compagno e quello dedicato al proprio mestiere. «Il mio lusso più grande? Avere amore tutto intorno a me», ha detto, spiegando che poterlo provare e riconoscere rappresenta per lei la benedizione più importante.

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