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Cronaca 1 min di lettura59 min fa

Ponte Morandi, il verdetto resta senza motivazioni fino al 2027

Il Tribunale di Genova ha concesso altro tempo per redigere le ragioni della decisione sul crollo che provocò 43 morti.

Per conoscere le motivazioni della sentenza sul crollo del Ponte Morandi bisognerà attendere ancora. Il termine ultimo è stato fissato al 12 gennaio 2027, dopo l’autorizzazione a una nuova proroga legata alla complessità del procedimento.


La proroga sposta il termine al 2027

La richiesta è arrivata da Paolo Lepri, presidente del secondo collegio della prima sezione penale del Tribunale di Genova. Il magistrato ha ottenuto dal presidente del Tribunale altri 90 giorni per completare il deposito delle motivazioni.

La normativa consente questa estensione nei procedimenti particolarmente articolati. Alla scadenza ordinaria di 90 giorni si aggiunge dunque un ulteriore periodo della stessa durata, facendo slittare il termine complessivo al 12 gennaio 2027.

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Trentadue condanne nel processo

La decisione era stata pronunciata a metà luglio e aveva riguardato 57 imputati: 32 sono stati condannati. Tra loro figura Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Aspi, coinvolto nel procedimento per il collasso del viadotto avvenuto il 14 agosto 2018.

La pena più severa del primo grado è stata inflitta proprio a Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. Subito dopo si colloca Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni, al quale sono stati riconosciuti 11 anni. Il crollo causò la morte di 43 persone.

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