2.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura58 min fa

Corre senza scarpe tra vetri e ghiaia: la sfida di John Mazzei

A 57 anni, l’insegnante di danza affronta le maratone a piedi nudi dopo aver lasciato la corsa per un problema alle ginocchia.

Per John Mazzei correre non significa soltanto macinare chilometri: vuol dire anche sentire direttamente il terreno sotto i piedi. Il 57enne di Lindenhurst, insegnante di danza, partecipa agli allenamenti e alle maratone senza calzini né scarpe, tra asfalto, sassi e occasionali frammenti di vetro.

La sua scelta continua a suscitare sorpresa, ma il prossimo obiettivo è concreto: ottenere la qualificazione per la maratona di Boston. Nel frattempo, durante le uscite in vista della maratona di New York, Mazzei deve fare i conti con gli sguardi increduli di chi lo incontra.


Dalle ginocchia doloranti alla corsa libera

All’inizio Mazzei correva nel modo tradizionale, con scarpe da ginnastica e calzini. Intorno ai 43 anni, però, un problema alle ginocchia lo spinse a fermarsi. Trascorsi tre anni, decise di riprendere l’attività cambiando completamente approccio.

A orientarlo verso la corsa a piedi nudi fu la lettura di “Born to Run” di McDougall. La sua formazione da ballerino ebbe un ruolo altrettanto importante: abituato a studiare postura e movimento, Mazzei si appassionò alla precisione tecnica necessaria per correre senza protezioni.

«Mi affascinano la concentrazione e l’attenzione alla tecnica della corsa a piedi nudi», ha spiegato. Secondo lui, la ghiaia rappresenta il fondo più impegnativo, mentre sull’asfalto i problemi sono stati generalmente limitati.


Vetri, vesciche e strade complicate

Correre scalzi, tuttavia, non è privo di conseguenze. Mazzei ha raccontato che ogni tanto qualche scheggia di vetro finisce nella pianta del piede. L’episodio più duro risale a una giornata molto calda su una pista di atletica, quando il contatto con la superficie gli provocò vesciche sanguinanti e lo costrinse a restare fermo per un mese.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Anche il percorso cittadino presenta differenze notevoli. Durante la maratona di New York preferisce mantenersi al centro della carreggiata, dove trova una superficie più pulita, ma alcune zone della città restano più difficili da affrontare.


Gli incontri che sorprendono tutti

La singolare abitudine ha attirato l’attenzione anche delle forze dell’ordine. In un’occasione la polizia lo fermò mentre si allenava senza scarpe, convinta che potesse essere coinvolto in un furto. Mazzei rispose con ironia: «Stavo soltanto mantenendo un ritmo di cinque minuti al chilometro».

Le battute sono ormai parte della sua routine. Quando qualcuno gli fa notare che sembra aver dimenticato le scarpe, lui replica di aver dimenticato soltanto di allacciarle e di essere così riuscito a liberarsene correndo.

Nonostante le reazioni di chi lo considera fuori dagli schemi, Mazzei difende la propria scelta senza esitazioni. «Incontrare le persone è la parte più gratificante. Alcuni mi guardano pensando che sia pazzo, ma per me funziona benissimo», ha concluso.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere