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Cronaca 2 min di lettura53 min fa

Ferrara, il piano del 22enne: «Voleva colpire ancora

Il giovane, già seguito dai servizi psichiatrici, aveva annotato un progetto di aggressioni in tre scuole e un successivo suicidio

L’arresto del 22enne è stato convalidato dal giudice, che ha ravvisato una «evidente pericolosità» a suo carico. La difesa ha chiesto una misura meno severa del carcere, proponendo il trasferimento in una struttura sanitaria.


La fragilità e il modello Columbine

Dopo essere stato fermato, il giovane avrebbe riferito di essere seguito da tempo dai servizi psichiatrici. La sua vulnerabilità psicologica, secondo quanto emerso, si sarebbe accentuata durante il periodo del Covid e sarebbe stata accompagnata da fantasie aggressive manifestate negli anni.

Quelle fantasie avrebbero preso ispirazione dalla strage del 1999 alla Columbine High School, negli Stati Uniti. In quell’occasione due studenti uccisero 12 coetanei e un insegnante, prima di togliersi la vita.


Nel cellulare il progetto delle aggressioni

Sul telefono del 22enne gli investigatori hanno trovato una nota che delineava un attacco molto più ampio rispetto a quello effettivamente compiuto. Il documento indicava tre istituti: il liceo Ariosto e il liceo Roiti di Ferrara, oltre alla scuola di Bondeno.

Gli appunti descrivevano l’ingresso negli edifici durante l’intervallo, l’attesa nei bagni e una serie di aggressioni nelle aule e negli spazi comuni. Il piano prevedeva anche il ricorso a un casolare abbandonato come luogo conclusivo, dove il giovane avrebbe pensato di togliersi la vita.

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L’attacco, poi la fuga in auto

Mercoledì il 22enne è entrato nel liceo Ariosto, pur non avendo un legame diretto con quella scuola. Nei bagni dell’istituto ha ferito con un coltello uno studente di 15 anni, quindi è scappato a bordo della propria automobile.

La sequenza prevista nelle annotazioni non si è completata. Durante la fuga, la madre avrebbe persuaso il figlio ad abbandonare i suoi propositi, contribuendo a interrompere l’escalation immaginata nei suoi appunti.

La decisione del giudice tiene conto della pericolosità attribuita al giovane dopo il ritrovamento del piano e la ricostruzione dell’aggressione. Il legale, alla luce delle condizioni psicologiche del 22enne, ha sollecitato il suo inserimento in un ambiente sanitario invece della permanenza in carcere.

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