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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Cpr e certificati falsi: il caso di tre dottoresse torna al Riesame

La Cassazione ha cancellato la sospensione cautelare delle tre mediche e disposto un nuovo esame degli atti nell’inchiesta nata a Ravenna.

La vicenda giudiziaria riparte dal tribunale del Riesame. La Cassazione ha annullato la sospensione disposta nei confronti di tre dottoresse nell’inchiesta sui certificati ritenuti falsi, usati secondo l’accusa per evitare il trasferimento nei Cpr, i centri di permanenza per il rimpatrio.

Il procedimento non si chiude con la decisione della Suprema Corte: gli atti dovranno ora essere nuovamente valutati dal Riesame. La pronuncia apre quindi un nuovo passaggio dell’indagine e rimette in discussione la misura cautelare adottata per le professioniste.

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La decisione rimette tutto in discussione

L’annullamento riguarda la sospensione delle tre mediche. La Cassazione ha disposto il ritorno degli atti al Riesame, chiamato a esaminare nuovamente il quadro del caso e i presupposti del provvedimento.

La decisione si inserisce in un’inchiesta che ha assunto dimensioni più ampie rispetto all’avvio. Nei mesi scorsi, infatti, il fascicolo aveva coinvolto operatori sanitari di diverse città italiane.

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Un’indagine partita da Ravenna

L’origine dell’inchiesta viene ricondotta all’ospedale di Ravenna. Da quella prima fase, gli accertamenti si sono estesi fino a interessare medici operativi in più località del Paese.

Al centro del procedimento ci sono le certificazioni contestate dagli inquirenti e il loro presunto impiego per impedire l’ingresso nei Cpr. Con il rinvio al Riesame, la vicenda resta aperta e dovrà affrontare un nuovo esame degli atti.

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