Cpr, 6 nuove strutture e 1,58 miliardi: ecco il costo dell’accoglienza
Il governo prepara nuovi posti per i rimpatri e amplia quelli già disponibili: il piano del Viminale e la distribuzione delle risorse pubbliche.
Il governo punta a rafforzare la rete dei Centri di permanenza per i rimpatri mentre gli arrivi via mare si sono attestati poco sopra quota 3mila nel mese di settembre. Alla Camera, Matteo Piantedosi ha confermato la realizzazione di sei nuove strutture e l’aggiunta di 106 posti nei centri già operativi.
Piantedosi insiste sulla linea dei rimpatri
Per il ministro dell’Interno, l’ampliamento dei Cpr dovrebbe rendere più semplice l’allontanamento degli stranieri irregolari ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. Piantedosi ha inoltre respinto quelle che ha definito «campagne ideologiche» contro la costruzione e il potenziamento dei centri.
La motivazione indicata dal titolare del Viminale riguarda anche il profilo delle persone trattenute. Secondo i dati illustrati dal ministro, la «quasi totalità» degli ospiti sarebbe stata denunciata per reati gravi: nelle rilevazioni diffuse a maggio, circa il 90% risultava coinvolto in procedimenti legati agli stupefacenti, mentre il 30% aveva anche precedenti per furti o rapine. Il 25% era associato a reati contro la persona e il 33% a episodi riguardanti il porto o la detenzione di armi.
Dove nasceranno i nuovi centri
Il piano prevede interventi in diverse regioni. In Campania è indicata la località La Piana, con una gara d’appalto dal valore di 43 milioni di euro; altre strutture sono previste in Calabria, in Toscana e in Emilia-Romagna.
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Il progetto comprende inoltre due sedi nel territorio trentino e altoatesino: una a Maso Visintainer, nella zona di Trento Piedicastello, e un’altra nell’area aeroportuale dell’Alto Adige. Parallelamente, 106 ulteriori posti dovrebbero essere ricavati all’interno dei Cpr già presenti in Sicilia, Sardegna e Lazio.
Quanto pesa il sistema sui conti
Le risorse complessive destinate dallo Stato all’accoglienza dei migranti ammontano a circa 1,58 miliardi di euro. Gli 11 Cpr oggi attivi incidono per poco più dell’1% del totale, con 16 milioni destinati alla gestione ordinaria e una spesa media giornaliera di 61,17 euro per ogni persona trattenuta.
La quota più consistente riguarda invece i centri di prima accoglienza, ai quali sono assegnati 950 milioni di euro. Altri 498 milioni finanziano il sistema di accoglienza e integrazione amministrato insieme agli enti locali. A queste cifre si aggiungono 653,2 milioni di euro per la gestione dei centri in Albania nel periodo compreso tra il 2024 e il 2028.
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