Cortei violenti, la pista di Bologna: chi ha organizzato la piazza
Dopo gli scontri in diverse città, il bilancio è di 28 arresti e 141 agenti feriti: governo e opposizioni si dividono sulle responsabilità politiche.
A Bologna la manifestazione contro il caro vita era stata promossa sui social dal gruppo “Carrelli vuoti”, insieme a collettivi e realtà antagoniste cittadine come Cua, Crash e Plat. L’appuntamento era in piazza Minghetti, ma secondo le prime informazioni nel corteo sarebbero confluiti anche numerosi giovani di origine straniera. Il testo delle ricostruzioni disponibili si interrompe a questo punto.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Bonelli respinge le accuse politiche
Angelo Bonelli ha sostenuto che gli autori delle violenze debbano essere individuati dal Viminale e non dalle forze politiche. Il deputato di Avs ha definito i responsabili degli scontri avversari del movimento, perché con le loro azioni avrebbero oscurato le rivendicazioni di chi manifesta per una scuola migliore e contro l’aumento del costo della vita.
A suo giudizio, la maggioranza dei partecipanti era pacifica e alcuni manifestanti avrebbero perfino cercato di contrastare gli episodi più gravi, come una ragazza che avrebbe tentato di spegnere un incendio. Bonelli ha inoltre accusato la destra di sfruttare gli incidenti per attribuire ad Avs responsabilità che il partito respinge, comprese le accuse di essere mandante o istigatore delle violenze.
Il bilancio degli scontri
Le operazioni svolte dopo le manifestazioni hanno portato all’identificazione di 197 persone. Gli arresti sono stati 28, tra cui 12 minorenni e 6 cittadini stranieri; 43 persone risultano denunciate. Gli episodi hanno inoltre provocato il ferimento di 141 appartenenti alle forze dell’ordine.
Le piazze più partecipate sono state quelle di Milano, con circa 5mila presenze, e Torino, che ne ha registrate 3mila. A Bologna i manifestanti sarebbero stati 2mila, mentre a Bergamo e Brescia le stime parlano rispettivamente di 800 e 600 partecipanti.
Piantedosi annuncia nuove indagini
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso la gestione dell’ordine pubblico e ha assicurato che gli autori delle azioni illegali saranno perseguiti. “La minore età di alcuni protagonisti” non comporterà, ha chiarito, alcuna forma di impunità: le indagini sono già partite e le responsabilità saranno valutate in sede penale.
Rispondendo alle osservazioni del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che aveva giudicato insufficiente il numero degli agenti impiegati, Piantedosi ha separato la verifica dei dispositivi di sicurezza dalla ricerca dei responsabili. Il ministro ha sostenuto che la presenza dei poliziotti abbia contribuito a evitare conseguenze più gravi e ha respinto l’idea che il tema degli organici possa spostare l’attenzione da chi ha commesso gli atti violenti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Meloni: solidarietà agli agenti
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso vicinanza alle forze dell’ordine, impegnate a proteggere cittadini, lavoratori, commercianti e residenti durante le manifestazioni. In un messaggio pubblicato su X, la premier ha accusato gruppi organizzati di utilizzare i cortei per provocare scontri e disordini, ribadendo il sostegno del governo agli agenti.
La posizione dell’esecutivo è quindi quella di garantire il diritto a manifestare, ma di intervenire contro chi ricorre alla violenza. Piantedosi ha parlato di azioni attribuite a “professionisti del disordine” e ha assicurato che lo Stato applicherà le norme vigenti senza attenuanti legate all’età degli indagati.
Schlein e Fratoianni chiedono chiarezza
Elly Schlein ha preso le distanze dai responsabili degli episodi violenti, precisando che il Partito democratico non ha alcun legame con loro. La segretaria dem ha però avvertito che gli atti compiuti da una minoranza non devono diventare il pretesto per cancellare la voce di migliaia di persone scese in piazza pacificamente perché non riescono più a sostenere le proprie condizioni di vita.
Nicola Fratoianni ha definito la violenza un ostacolo alle ragioni delle proteste e ha chiesto di comprendere meglio la mobilitazione, soprattutto per la presenza di molti giovani e giovanissimi. Il leader di Sinistra italiana ha detto di non voler avanzare ipotesi complottiste, ma ha sottolineato di non riuscire a ricostruire l’origine della sigla “Italia in piazza”, che aveva promosso i cortei in diverse città.
Secondo Fratoianni, limitarsi a condannare gli scontri non basta: occorre capire chi abbia organizzato le manifestazioni e quali dinamiche abbiano portato alla partecipazione di ragazzi molto giovani. La condanna delle violenze, ha aggiunto, resta necessaria, ma deve essere accompagnata da un’analisi più ampia di ciò che sta accadendo nelle piazze italiane.
Continua a leggere
Cortei violenti, la svolta di Saccone: «Serve sicurezza integrata»
L’ex Sismi indica intelligence, coordinamento in tempo reale e responsabilità personale come strumenti contro le nuove forme di disordine urbano.
Ruspa alle finestre e palazzi che tremano: la protesta in piazza Capponi
Nel Rione Borgo i residenti contestano lo scavo archeologico legato a un parcheggio interrato privato e denunciano disagi, vibrazioni e barriere all’accesso.
Scontri di Bologna, cinque arresti: cosa succede ora
Tra domani e dopodomani i giudici valuteranno gli arresti eseguiti dopo i disordini alla stazione, mentre gli investigatori esaminano decine di filmati.
Minori violenti, il governo valuta il giro di vite: cosa cambia
Dopo i disordini di Milano, l’esecutivo prende in esame nuove misure di sicurezza che potrebbero riguardare anche gli under 14.