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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Ruspa alle finestre e palazzi che tremano: la protesta in piazza Capponi

Nel Rione Borgo i residenti contestano lo scavo archeologico legato a un parcheggio interrato privato e denunciano disagi, vibrazioni e barriere all’accesso.

A piazza Capponi il cantiere per lo scavo archeologico preliminare a un parcheggio interrato privato sta alimentando la protesta degli abitanti del Rione Borgo. I residenti segnalano marciapiedi interdetti, difficoltà per le persone con disabilità e forti vibrazioni negli edifici, mentre l’opera legata al Giubileo risulta ancora incompiuta a un anno dalla conclusione dell’evento.

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Le vibrazioni alimentano l’allarme

Rosita Torre, portavoce del Comitato di Base Rione Borgo, descrive una situazione che considera ormai insostenibile. Secondo la sua ricostruzione, un cancello chiuso avrebbe impedito a una persona disabile di uscire di casa, mentre i mezzi impegnati nei lavori operano a ridosso delle abitazioni.

«Qui trema tutto e si continua a scavare senza considerare le paure di noi residenti», afferma Torre, sottolineando il timore che le sollecitazioni possano compromettere la sicurezza dei palazzi. La portavoce definisce l’intervento inutile, rischioso e dannoso per il quartiere.

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Il parcheggio divide il quartiere

La contestazione riguarda anche la destinazione dell’opera: il progetto prevede posti auto pertinenziali acquistabili dai privati, con un costo indicato dai residenti in 180mila euro ciascuno. Torre sostiene che il quartiere non avverta un reale beneficio da questa soluzione e che l’intervento risponda soprattutto alle esigenze di chi può permettersi l’acquisto.

«Siamo esasperati, la situazione è gravissima. Nessuno ci ascolta», aggiunge la portavoce, denunciando l’assenza di risposte alle preoccupazioni espresse dagli abitanti. Nel frattempo, i lavori proseguono tra limitazioni alla viabilità pedonale, disagi quotidiani e il timore per la stabilità degli edifici.

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