Caso Mediaset, Strasburgo chiude il ricorso di Berlusconi: processo equo
La Corte europea dei diritti umani ha giudicato manifestamente infondato il ricorso presentato contro l’Italia per la vicenda dei diritti televisivi Mediaset.
La Corte europea dei diritti umani ha escluso profili di irregolarità nel procedimento legato alla frode fiscale sui diritti televisivi Mediaset. A Strasburgo, il ricorso è stato definito «manifestamente infondato», con particolare attenzione alla contestata imparzialità dei giudici della Corte di Cassazione.
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Nessun dubbio sulla Corte di Cassazione
Nella sua valutazione, la Cedu ha analizzato in modo approfondito le obiezioni sollevate sulla composizione del collegio giudicante della Cassazione. L’esame non ha portato a rilevare elementi tali da mettere in discussione l’equità del processo.
La decisione riguarda quindi il procedimento per frode fiscale e conferma, secondo la Corte, che le garanzie previste per un giudizio imparziale sono state rispettate. Il ricorso non è stato ritenuto fondato sul piano dei diritti tutelati dalla Convenzione europea.
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Gli eredi hanno proseguito la causa
Silvio Berlusconi aveva presentato il ricorso contro l’Italia il 28 dicembre 2013, rivolgendosi alla Corte di Strasburgo dopo l’esito della vicenda giudiziaria sui diritti televisivi di Mediaset.
Dopo la morte dell’ex presidente del Consiglio, i suoi eredi hanno scelto di portare avanti l’azione. La Cedu ha così esaminato le contestazioni rimaste in discussione, arrivando a escludere violazioni e a qualificare il ricorso come manifestamente infondato.
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