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Cronaca 2 min di lettura46 min fa

Caso Kata, la madre non si oppone: indagini forse da riaprire

Il gip di Firenze ha chiuso il procedimento sulla scomparsa della bambina, ma la famiglia punta a nuove attività investigative per individuare i responsabili

La famiglia di Kata non ha contestato la richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Firenze. Katherine Alvarez Vasquez, madre della bambina, aveva infatti fatto sapere il 9 ottobre scorso che non avrebbe presentato opposizione, lasciando aperta la possibilità di cercare nuovi elementi attraverso indagini difensive.

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La famiglia prepara nuove mosse

In una comunicazione firmata dall’avvocato Giovanni Conticelli e dalla criminologa Stefania Sartorini, la difesa aveva spiegato che, allo stato degli atti, non esistevano basi concrete sufficienti per opporsi alla chiusura del fascicolo. L’obiettivo indicato era proseguire con accertamenti mirati e consegnare eventuali risultati alla procura di Firenze.

La stessa nota prospettava un possibile riavvio dell’inchiesta, qualora emergessero informazioni utili a chiarire la sorte di Mia Kataleya Chicllo Alvarez e a identificare chi ne avrebbe provocato la scomparsa. La decisione della madre, dunque, non equivaleva alla rinuncia a cercare risposte sul caso.


Il gip non vede basi per il processo

Con un decreto depositato oggi, il giudice per le indagini preliminari di Firenze ha accolto la domanda della procura e disposto l’archiviazione del procedimento. Nel fascicolo risultavano coinvolti lo zio materno e quello paterno di Kata, accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione e di altre ipotesi di reato.

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Secondo quanto illustrato dal tribunale, il materiale raccolto non consente di sostenere con ragionevole probabilità un’eventuale condanna. Il gip ha rilevato che gli accertamenti eseguiti non hanno chiarito in modo sufficientemente solido come la bambina sia stata sottratta e si sia allontanata, né hanno collegato con elementi individualizzanti le condotte contestate ai due indagati.


La scomparsa nell’ex hotel Astor

Kata aveva 5 anni quando, il 10 giugno 2023, fece perdere le proprie tracce a Firenze. La bambina, di nazionalità peruviana, viveva con la madre e un fratellino nell’ex hotel Astor, struttura occupata nella quale si verificò la scomparsa.

Nel motivare l’archiviazione, il giudice ha inoltre osservato che le diverse ricostruzioni vagliate durante le indagini non hanno trovato conferme probatorie considerate abbastanza solide, precise e concordanti. Il decreto chiude così il procedimento nei confronti degli attuali indagati, senza escludere la possibilità di nuovi sviluppi qualora vengano acquisiti elementi inediti.

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