Cortei inventati e paure online: la Lombardia finisce sotto allarme
A Cremona e Pavia le forze dell’ordine hanno presidiato scuole e stazioni per minacce mai avvenute, mentre a Milano circolavano falsi avvisi su aggressioni a studenti e stranieri.
La paura si è diffusa più rapidamente dei fatti. In diverse città lombarde, messaggi circolati sui social hanno annunciato cortei violenti o attacchi contro giovani e cittadini stranieri, provocando assenze a scuola, telefonate preoccupate e un rafforzamento dei controlli. In nessuno degli episodi segnalati, però, si sono verificati gli scontri paventati.
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Le città presidiate senza cortei
A Cremona il centro si è svuotato e diversi istituti hanno registrato numerose assenze. Polizia e carabinieri hanno sorvegliato scuole, stazione ferroviaria, autostazione e area storica, mentre alcuni negozianti hanno protetto le vetrine con pannelli di legno. Il dispositivo di sicurezza era stato predisposto dopo la diffusione online di un appello a partecipare a una manifestazione violenta, presentata come simile agli incidenti avvenuti a Milano.
Le verifiche della Polizia si concentrano ora sulle conversazioni e sui gruppi attraverso i quali l’allarme è stato rilanciato. Tra gli investigatori prende consistenza l’ipotesi che si sia trattato di un contenuto costruito appositamente per alimentare il timore, anche se gli accertamenti sono ancora in corso.
Una situazione analoga si è registrata a Pavia. Le pattuglie dell’Arma hanno intensificato la presenza nei pressi delle stazioni, degli istituti scolastici e degli altri punti ritenuti sensibili, anche dopo diverse chiamate di genitori preoccupati. I controlli sono stati organizzati in linea con le indicazioni della prefetta Francesca De Carlini e con le decisioni assunte dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
I militari non hanno trovato disordini né persone coinvolte in azioni violente. In una nota, i carabinieri hanno riferito che “fortunatamente gli allarmi si sono dimostrati tutti infondati” e hanno annunciato la prosecuzione dei servizi nei prossimi giorni, con particolare attenzione ai più giovani.
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A Milano circolano falsi avvisi
Nel capoluogo lombardo, intanto, le chat degli studenti hanno rilanciato messaggi che attribuivano a gruppi neofascisti l’intenzione di aggredire stranieri in luoghi come Cadorna, Duomo, Citylife, Navigli e Brera. Uno degli avvisi invitava i destinatari a fuggire se avessero notato qualcuno avvicinarsi in modo sospetto e chiedeva di inoltrare il testo ad altri gruppi.
Il contenuto si è diffuso dopo gli scontri verificatisi nel centro di Milano durante il fine settimana. A quel messaggio se ne sono aggiunti altri, compresi presunti avvisi istituzionali creati con l’intelligenza artificiale, fotografie di armi accompagnate da frasi minacciose e registrazioni audio concitate che raccontavano episodi mai accaduti.
La circolazione di questi materiali ha inizialmente allarmato molti ragazzi, spingendoli a confrontarsi sia di persona sia nelle conversazioni online. Proprio il confronto tra gli studenti ha contribuito, in diversi casi, a riconoscere le anomalie dei messaggi e a definirli falsi allarmi.
Le autorità stanno quindi distinguendo tra le tensioni reali registrate nei giorni precedenti e le notizie costruite per amplificarle. Il caso lombardo mostra come un annuncio privo di riscontri possa comunque produrre conseguenze concrete: città presidiate, scuole più vuote e famiglie in apprensione.
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