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Cronaca 2 min di lettura57 min fa

Camilla e Linda, quattro giorni nel silenzio: l’appello della madre

Sara Serafino cerca le figlie di 13 e 14 anni, allontanatesi il 16 ottobre da una casa famiglia di Viterbo: «Ho paura, sono troppo piccole»

Da quattro giorni Sara Serafino non riesce a parlare con Camilla e Linda, le figlie di 13 e 14 anni che si sono allontanate il 16 ottobre da una casa famiglia di Viterbo. La madre teme per la loro sicurezza e chiede a chiunque abbia informazioni di aiutarla a rintracciarle.

«Ho paura, le mie bambine sono scomparse. Sono sveglissime, perché la vita purtroppo le ha temprate, ma sono piccole e belle», racconta la donna. Il passare del tempo, aggiunge, rende ancora più preoccupante il fatto che le ragazze non abbiano cercato un contatto con lei.

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La madre: «Nessuno mi ha avvertita»

Secondo la ricostruzione di Serafino, la notizia della fuga non le sarebbe stata comunicata direttamente dalla struttura o dai servizi sociali. La donna sostiene di averlo saputo soltanto il giorno successivo, nel pomeriggio di sabato, attraverso un amico delle figlie.

«Non so nemmeno come e dove cercarle», afferma la madre, spiegando che i carabinieri hanno svolto le verifiche nella sua abitazione. Serafino riferisce inoltre che gli assistenti sociali non avrebbero risposto neppure ai legali e lancia un appello pubblico per ottenere qualsiasi elemento utile alle ricerche.


Una vicenda familiare lunga sei anni

La storia delle due adolescenti si inserisce in un percorso familiare complesso. La madre racconta che, dopo la separazione conflittuale dal padre delle ragazze, il Tribunale per i minorenni aveva revocato la responsabilità genitoriale a entrambi.

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Sei anni più tardi, Camilla e Linda erano state affidate al nonno materno, morto l’8 settembre scorso. Il giorno seguente, secondo il racconto della madre, le ragazze furono trasferite in una struttura di Viterbo, mentre la nonna, già malata, non avrebbe potuto occuparsi di loro.

Serafino sostiene che alle figlie siano stati ritirati i telefoni, impedito l’accesso alle reti sociali e sottratti anche gli effetti personali. A suo dire, non avrebbero potuto partecipare neppure al funerale del nonno, che consideravano una figura paterna.

«Siamo legatissime, siamo sempre state insieme», dice la donna, preoccupata perché le adolescenti non si sono ancora messe in contatto con lei. L’ipotesi che spera possa rivelarsi vera è che si trovino presso qualche amico, ma chiede che vengano rintracciate al più presto.

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