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Cronaca 2 min di lettura42 min fa

Caso Kata, archiviata l’accusa agli zii: indagini ancora riapribili

Il giudice di Firenze chiude il procedimento contro i due familiari, ma il fascicolo potrebbe tornare aperto se arrivassero nuove prove utili all’accusa.

L’archiviazione non chiude definitivamente ogni possibile sviluppo sulla scomparsa di Mia Kataleya Chicllo Alvarez, conosciuta come Kata. Il provvedimento depositato il 20 ottobre dal giudice per le indagini preliminari di Firenze riguarda infatti le accuse rivolte ai due zii, mentre lascia aperta, in presenza di elementi nuovi, la possibilità di ulteriori accertamenti.

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Nessuna prova sufficiente contro gli zii

Il procedimento coinvolgeva Argenis Abel Alvarez Vasquez e Marlon Edgar Chicllo Romero, rispettivamente zio materno e zio paterno della bambina. I due erano sotto indagine per il presunto sequestro di persona a scopo di estorsione e, in relazione alle singole posizioni, per altre ipotesi di reato.

Il giudice ha accolto la richiesta presentata dalla Procura, ritenendo che il materiale raccolto durante l’attività investigativa non permetta di sostenere con concrete possibilità l’accusa in aula. Gli accertamenti, pur numerosi, non hanno chiarito in modo abbastanza sicuro come Kata sia stata portata via dall’ex Hotel Astor di Firenze né hanno fornito elementi individualizzanti capaci di collegare i due indagati ai fatti contestati.


Il caso può ancora riaprirsi

La decisione riguarda lo stato attuale delle prove e non equivale alla ricostruzione definitiva della vicenda. Il presidente del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, ha spiegato in una nota che il decreto fotografa il quadro probatorio disponibile al momento, senza ritenere prevedibile una condanna sulla base degli atti esaminati.

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Nel provvedimento viene citato anche l’articolo 414 del codice di procedura penale. La norma consente al pubblico ministero di chiedere la riapertura delle indagini quando emergano nuove necessità investigative e sia possibile individuare ulteriori fonti di prova, da sole o insieme a quelle già acquisite, capaci di sostenere l’azione penale. Questo passaggio indica una facoltà prevista dalla legge e non anticipa alcuna valutazione su eventuali scoperte future.

Kata era scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex struttura alberghiera fiorentina, allora occupata da numerose famiglie straniere. La bambina, di origine peruviana, non è stata ancora ritrovata.

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