Caso Kata, la madre non si oppone: ma la ricerca della verità continua
Il giudice di Firenze ha chiuso il procedimento per la scomparsa della bambina, mentre la famiglia valuta nuove iniziative investigative
La madre di Kata non aveva intenzione di contestare la richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Firenze. La famiglia, tuttavia, non considera conclusa la ricerca della bambina scomparsa dall'ex hotel Astor e punta a raccogliere nuovi elementi utili a riaprire il caso.
Katherine Alvarez Vasquez, assistita dall'avvocato Giovanni Conticelli, aveva comunicato questa posizione il 9 ottobre. In una nota firmata dal legale e dalla criminologa Stefania Sartorini si spiegava che, allo stato degli atti, mancavano presupposti concreti per opporsi all'archiviazione nei confronti delle persone ancora indagate.
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La famiglia lascia aperta una strada
La difesa ha comunque annunciato l'intenzione di svolgere attività investigative autonome. L'obiettivo è acquisire informazioni da sottoporre alla procura di Firenze per ottenere, se possibile, la riapertura dell'inchiesta e arrivare all'identificazione dei responsabili della sparizione.
«Allo stato attuale, non sono emersi elementi fattuali o di diritto idonei a supportare un'opposizione alla richiesta di archiviazione», si leggeva nel documento diffuso dal legale e dalla criminologa. La madre, dunque, non ha ostacolato la chiusura del procedimento, ma ha lasciato aperta la possibilità di nuovi accertamenti.
Il gip esclude una condanna prevedibile
Il giudice per le indagini preliminari di Firenze ha accolto la richiesta della procura e ha disposto l'archiviazione con un decreto depositato oggi. Secondo quanto riferito dal tribunale, il materiale raccolto non consentiva di prevedere con ragionevole probabilità una condanna per i due indagati.
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Le attività investigative non avrebbero permesso di ricostruire con certezza né le modalità con cui la bambina sarebbe stata sottratta né il suo successivo allontanamento. Inoltre, non sarebbero emersi elementi abbastanza specifici da collegare Argenis Abel Alvarez Vasquez e Marlon Edgar Chicllo Romero ai reati contestati; le diverse piste esaminate sono rimaste senza riscontri probatori gravi, precisi e concordanti.
La scomparsa nell'ex hotel Astor
Mia Kataleya Chicllo Alvarez, conosciuta come Kata, aveva 5 anni quando è scomparsa il 10 giugno 2023. La bambina, di origine peruviana, si trovava nell'ex hotel Astor di Firenze, edificio occupato nel quale viveva insieme alla madre e a un fratellino.
Nel procedimento erano coinvolti lo zio materno Argenis Abel Alvarez Vasquez e lo zio paterno Marlon Edgar Chicllo Romero. Per entrambi l'ipotesi principale era il sequestro di persona a scopo di estorsione, insieme ad altre contestazioni; con la decisione del gip, l'inchiesta a loro carico è stata archiviata.
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